Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Vittima un 66enne, che non ha neanche voluto sporgere querela - Per accusa e difesa non furono maltrattamenti

Prese a bastonate il compagno finito in ospedale con le ossa rotte, assolta

Condividi la notizia:


Viterbo - Il tribunale

Viterbo – Il tribunale

Viterbo – (sil.co.) – Preso a bastonate dalla convivente disse di essere caduto da un albero, ma i sanitari del pronto soccorso non gli credettero e per la compagna è scattata la denuncia d’ufficio. 

A processo per maltrattamenti aggravati in famiglia la convivente di un 66enne che lo scorso 3 giugno è stato sentito come parte offesa in tribunale dove, pur ammettendo il violento alterco, ha difeso a spada tratta l’imputata, che martedì è stata assolta con formula piena, “perché il fatto non sussiste”,  dal collegio. La presunta vittima, messa alle strette, non volle neanche sporgere querela.

La coppia sta insieme da 18 anni e tuttora convive nell’Alta Tuscia. “In ospedale ho detto che ero caduto da un albero, perché mi vergognavo a dire che le costole me le aveva rotte la mia compagna a legnate”, ha esordito davanti ai giudici. “La nostra storia è così, siamo due matti, ma stiamo sempre insieme e ci vogliamo sposare”, ha proseguito l’uomo, presunta vittima di reiterati pestaggi da parte della compagna che proprio nel giorno della festa della donna, l’8 marzo 2023, l’avrebbe preso a calci e pugni, costringendolo a rifugiarsi in bagno, bastonandolo poi con lo stesso ciocco di legno con cui aveva tentato di scardinare la porta per stanarlo dal gabinetto.

“Non ce l’aveva con me, ce l’aveva con il mondo. È finito tutto in caciara una decina di anni fa, quando sono morti i suoi genitori e lei non è riuscita a mantenere l’azienda di famiglia. Litighiamo, ma ci vogliamo bene. Finisce tutto subito”, ha detto, difendendo la loro relazione. Il segreto per non farsi male: “Quando capivo la mala parata, mi chiudevo al bagno finché non le passava”.

“C’era reciprocità, non è emerso un quadro di sopraffazione, il compagno era tutt’altro che succube, è un caso in cui le botte facevano parte della dinamica del rapporto”, ha sottolineato la stessa pm Aurora Mariotti, chiedendo per prima l’assoluzione dell’imputata. Assoluzione accordata com formula piena come chiesto dalla difesa. 


– Preso a bastonate dalla convivente, finisce in ospedale: “Ho detto che ero caduto da un albero”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva


Condividi la notizia:
3 luglio, 2025

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/grazie-al-dottor-chegai-e-al-suo-reparto-di-radiologia-diagnostica/