![]() Il giudice Giacomo Autizi |
Vetralla – (sil.co.) – Lascia le due figlie al compagno che vive a Vetralla e si trasferisce a Viterbo con il nuovo fidanzato, dopo averlo denunciato per cui l’ex è sottoposto a divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dalla donna.
Donna che però continua a frequentare i bar del piccolo centro sulla Cassia, incontrando l’uomo che non avrebbe perso occasione per avvicinarsi e schernire lei e il convivente.
La sera del 10 aprile 2022, nel pieno di Vetralla in fiore, l’ex e il nuovo compagno della persona offesa hanno discusso e sul posto sono intervenuti i carabinieri.
“Eravamo seduti con degli amici su una panchina davanti al bar. L’ex della mia compagna continuava a passarci davanti con la sua nuova compagna e il loro bambino nel passeggino, a pochi centimetri da noi, non a 500 metri. E ogni volta faceva la sua risatina, istigava, provocava, come tutte le volte cercava la lite. Cercava sempre rogna e la mia compagna ha avuto una crisi di panico, era diventata tutta rossa e non respirava più. Ogni volta che andavamo a Vetralla era la stessa storia”.
L’ex è finito a processo davanti al giudice Giacomo Autizi con l’accusa di avere violato la misura cautelare del divieto di avvicinamento a meno di 500 metri dalla persona offesa.
La difesa ha una sua teoria sui luoghi abitualmente frequentati dalla donna, “che all’epoca dei fatti viveva a Viterbo e non a Vetralla, dove frequentava locali pubblici”.
Si torna in aula a primavera.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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