Viterbo – I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione come, ad esempio, anoressia, bulimia e disturbo da alimentazione incontrollata, rappresentano oggi una delle sfide più complesse e urgenti nel campo della salute mentale. Colpiscono milioni di adolescenti e preadolescenti in età scolare, compromettendo non solo il loro benessere fisico ma anche quello psicologico, relazionale ed emotivo.
L’educazione alimentare e l’informazione sono strumenti essenziali di prevenzione, per affrontare il problema in modo efficace e duraturo, guardando non solo all’emergenza attuale, ma contribuendo alla costruzione di un futuro più consapevole, dove la salute mentale e il benessere emotivo rappresentino delle priorità.
Ed è proprio in questa direzione che si muove, da tempo, Fondazione Cotarella, con un impegno concreto e professionale all’interno delle scuole. Entrare nelle scuole, del resto, significa incontrare il futuro. È qui che bambini e ragazzi imparano a conoscersi, a relazionarsi con gli altri e a costruire la propria identità. Ed è qui che è necessario agire per portare consapevolezza e promozione della salute. Quello che fa Fondazione Cotarella con attività diverse e mirate a seconda dell’età degli studenti.
“Alle materne, ad esempio, – spiegano dalla Fondazione – sono prevalenti attività ludiche come il memory del cibo, con cui i bambini iniziano a conoscere gli alimenti, la loro provenienza e a distinguere in modo semplice le principali categorie alimentari, come carboidrati, grassi e proteine. Alla primaria, le attività proposte sono più strutturate, hanno l’obiettivo di far comprendere la funzione dei singoli alimenti e il ruolo dei macronutrienti. I bambini scoprono cosa accade al corpo in caso di squilibri nutrizionali, imparano a riconoscere i benefici di una dieta equilibrata e a costruire un esempio di piatto bilanciato e di menù sano giornaliero. Per gli alunni delle scuole medie, invece, l’educazione alimentare si arricchisce di una dimensione emotiva e relazionale. Si affronta il rapporto con il cibo, emozioni e percezione di sé e del proprio corpo. Si parla di falsi miti legati all’alimentazione e quali possono esserne le conseguenze, con l’obiettivo di promuovere l’idea che ogni corpo è unico e diverso. Infine, con gli studenti delle superiori le attività si concentrano, soprattutto, sul dialogo e l’ascolto attivo. I ragazzi sono invitati a riflettere sul tema, attraverso momenti di confronto e visione di film legati ai DNA e non solo, per comprendere il disagio che talvolta può celarsi dietro comportamenti apparentemente normali. L’obiettivo è stimolare consapevolezza e sensibilità per dare il giusto peso alle parole, offrendo strumenti utili e concreti per le richieste d’aiuto. Per loro, inoltre, Fondazione Cotarella propone anche percorsi PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e l’Orientamento) dedicati alla salute mentale e alla prevenzione dei DNA. Si tratta di esperienze formative sul campo che permettono ai ragazzi di acquisire maggior consapevolezza, strumenti di prevenzione e competenze emotive, contribuendo a ridurre stigma e disinformazione”.
Fare educazione alimentare e parlare adeguatamente di DNA in giovane età permette di dare ai ragazzi strumenti concreti per leggere i propri vissuti, riconoscere i segnali di disagio e affrontarli con il giusto supporto, abbattendo i tabù e favorendo conoscenza e coscienza. Per farlo, Fondazione ha scelto il dialogo, l’ascolto, il confronto, attraverso incontri specifici e strutturati, che coinvolgono attivamente studenti e docenti.
I ragazzi più grandi, in particolare, hanno l’opportunità di confrontarsi apertamente su temi delicati come l’autostima, il rapporto con il proprio corpo, la pressione sociale e il ruolo dei social media, grazie anche all’apporto di esperti professionisti e alle testimonianze di persone che hanno vissuto in prima persona i disturbi alimentari, che rendono gli incontri in classe ancora più autentici e significativi.
Fondazione Cotarella promuove anche un’educazione alimentare consapevole, attraverso incontri interattivi e laboratori esperienziali. L’obiettivo non è insegnare cosa mangiare ma valorizzare l’importanza di un rapporto equilibrato e sereno con il cibo e con il proprio corpo, al di là dei modelli estetici imposti. In altri termini, conoscere il valore del cibo e le corrette abitudini alimentari, ma anche ciò che accade quando entrano in gioco le emozioni.
A testimoniare l’importanza delle iniziative educative e formative su questi temi per gli studenti delle scuole sono gli stessi docenti.
Qui riportiamo l’opinione di un’insegnante della Scuola media “L. Signorelli” di Orvieto, che, con i suoi alunni, ha partecipato al progetto di educazione alimentare “Intavolarsi”
Ritiene che i ragazzi abbiano acquisito strumenti concreti per riflettere sul tema del corpo e della salute mentale?
Insieme alla Fondazione Cotarella per due anni consecutivi abbiamo svolto un laboratorio di educazione alimentare per i ragazzi della secondaria di primo grado. L’esperienza è stata molto apprezzata, anche dai genitori, tanto che è stata ripetuta per offrire ad un numero maggiore di ragazzi la possibilità di viverla.
Essendo studenti di prima e seconda media, l’approccio è stato di tipo ludico ed esperienziale, tuttavia non sono mancati i momenti di riflessione sull’importanza di una alimentazione sana, sulla genuinità degli alimenti, su quanto questi fattori incidano sul benessere psico-fisico delle persone.
Qual è il messaggio principale che, secondo lei, gli studenti porteranno con sé dopo questa esperienza con Fondazione Cotarella?
Sicuramente una maggiore attenzione alla qualità e semplicità degli alimenti, la consapevolezza che la salute e il benessere passano anche e in modo significativo attraverso il cibo; inoltre, hanno scoperto che intorno alle cose da mangiare c’è un vero e proprio mondo, che il cibo è cultura. Ed è anche arte: a proposito di questo i ragazzi di sono cimentati nella realizzazione di lavori con frutta e verdura, in stile Arcimboldo, sperimentando un momento creativo molto divertente e stimolante per conoscere il cibo da più punti di vista.
Consiglierebbe l’attività educativa con Fondazione Cotarella ad altre scuole e colleghi? Perché?
Certamente, consiglio l’attività con Fondazione Cotarella perché ho trovato professionalità, grande disponibilità e vera collaborazione. Il progetto che mi è stato proposto con tutte le varie attività da fare nell’arco di un trimestre si è rivelato efficace e divertente allo stesso tempo e apprendere divertendosi è una delle finalità precipue dell’educazione.
Per informazioni sui progetti di Fondazione Cotarella per le scuole, sul tema dei DNA, è possibile inviare una mail all’indirizzo info@fondazionecotarella.com
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY