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Tribunale - Vittime, oltre alla moglie, i tre figli maschi della coppia - Udienza fiume per sentire tutte le persone offese

Angelo in chiesa e demonio in casa, l’ex moglie “Un inferno, picchiava i figli e mi violentava”

di Silvana Cortignani
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Civita Castellana – (sil.co.) – Angelo in chiesa e demonio in casa, l’ex moglie: “Un inferno, picchiava i figli e mi violentava”. “Mio padre stuprava la mamma”, ha confermato ieri in tribunale uno dei ragazzi. La goccia che ha fatto traboccare il vaso risale al 7 luglio dell’anno scorso, quando sono intervenuti i carabinieri e la procura.


Civita Castellana - I carabinieri

Civita Castellana – I carabinieri


Padre padrone. Imputato di violenza sessuale e maltrattamenti aggravati in famiglia, un marito-padre padrone di Civita Castellana, difeso dall’avvocato Alberto Parroccini, contro cui si sono costituiti parte civile, con gli avvocati Remigio Sicilia e Lidia Ladi, la ex moglie e due dei tre figli maschi della coppia, sposata da trent’anni. Non lo ha fatto il più piccolo e spaventato, che sarebbe stato la vittima prediletta, cui un giorno è arrivato a dire “non sei figlio mio”.

Una vita d’inferno. Ieri, nel corso di un’udienza fiume davanti al collegio presieduto dal giudice Francesco Oddi, sono stati ascoltati la donna e i tre figli di 22, 25 e 28 anni, che hanno raccontato una vita di paura, vessazioni, umiliazioni e pestaggi. Sono stati due di loro a denunciare per primi il padre, a luglio 2024, dopo che li aveva picchiati e minacciati di morte mentre la madre era lontana per accudire la loro nonna gravemente malata.


Francesco Oddi

Il presidente del tribunale e del collegio, giudice Francesco Oddi


“Ha stuprato la mamma”. A dicembre 2023 il figlio maggiore è stato testimone di una delle tante violenze sessuali denunciate dalla madre. “Lui pensava che i figli non ci fossero, è venuto in camera e mi ha violentata, mentre gli urlavo di lasciarmi stare. Quando è andato via e sono uscita, fuori c’era mio figlio, pietrificato, mi ha detto ‘mamma stai bene?’. E ho capito con orrore che dalla sua camera aveva sentito tutto. Era in preda a una crisi di panico, che lo aveva bloccato”. Al collegio ha detto: “Ha stuprato la mamma”. 

Di clima di terrore hanno parlato i figli, uno dei quali da anni lavora fuori d’Italia. Clima di terrore fin da piccolissimi. Ma tra i cattolici osservanti del distretto ceramico l’imputato è noto come uomo di chiesa, che partecipa ai gruppi di preghiera, canta nella corale, fa parte di una sorta di “setta” religiosa. Faceva anche esorcismi in casa, da dove l’anno scorso è stato allontanato e sottoposto a divieto di avvicinamento.

Esorcista fai da te. “Sul comodino ho trovato una mia foto spillata su un foglio dove c’era una preghiera di un rituale di esorcismo. Pensava che avessi il diavolo dentro. Il sacerdote me lo ha confermato, dicendo che lui non poteva”, ha riferito la ex, spiegando di averlo denunciato un’altra volta prima dell’estate scorsa, quando i figli erano piccoli, e avere rimesso la querela perché “mi minacciava di portarmi via i bambini”.


Il pm Flavio Serracchiani

Il pm Flavio Serracchiani


L’allarme in un tema a scuola. Il figlio maggiore è quello che ha riportato le conseguenze peggiori. In cura da una psichiatra, in prima media scrisse un tema, acquisito ieri agli atti su richiesta del pm Flavio Serracchiani, “in cui denunciavo le violenze subite da mio padre e dicevo di avere pensato al suicidio”. 

“Vatti a leggere Giacobbe”. “Una sera a cena lo dissi anche a mio padre che se non la faceva finita, la facevo finita io. E lui, invece di preoccuparsi, mi disse ‘vatti a leggere Giacobbe”, ha riferito il 28enne.

Preghiere, botte e vino. “Pretendeva che andassimo in chiesa e agli incontri della ‘setta’, fuori dovevamo essere una famiglia perfetta invece era uno che si ubriacava e ci prendeva a schiaffi e pugni, uno che menava la mamma che ci difendeva prendendola a calci con le scarpe antinfortunistiche. Quando rientrava la sera, da bambini, ci rifugiavamo in cameretta. Ci ha cresciuto e fatti vivere nella paura”.

“La pasta dei cornuti”. Un episodio tra le decine emersi in udienza: “Un giorno che avevo fatto la pasta in bianco, burro e formaggio, ha detto che quella a Civita Castellana era la ‘pasta dei cornuti’. Eravamo a tavola, l’ha presa e lanciata sul pavimento”, hanno raccontato sua la madre che i figli. La versione dell’imputato, se vorrà, sarò sentita alla prossima udienza. 

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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16 settembre, 2025

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