Civita Castellana – Condannato a due anni e mezzo di reclusione per aver baciato sulla bocca una bambina di 5 anni, è stato assolto con formula piena in appello.
È il muratore 44enne d’origine romena di Civita Castellana condannato lo scorso 2 dicembre a due anni e mezzo dalla corte d’assise del tribunale di Viterbo. Martedì, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, è stato assolto dalla corte d’assise d’appello di Roma con la formula “perché il fatto non sussiste”. Parte civile, assistita dal legale Walter Pella, la madre della presunta vittima che, a distanza di anni, non ricorderebbe nulla dell’episodio del 22 ottobre 2019 per cui il 44enne, padre di cinque figli è finito a processo con l’accusa du violenza sessuale su minore.
Secondo l’accusa, la piccola sarebbe stata con la madre quando avrebbero incontrato il muratore, il quale avrebbe le accarezzato i capelli per tutta la lunghezza per poi chinarsi a darle un bacio sulla bocca. Secondo la donna, l’imputato sarebbe stato ubriaco quando, verso le sei del pomeriggio, incontrando madre e figlia in prossimità del parco, le avrebbe avvicinate per dire loro di conoscere il fratello, trattandosi di connazionali, salvo mettere le mani addosso alla bambina e darle un bacio sulla bocca.
A distanza di un mese e mezzo dalla condanna, lo scorso 27 gennaio gli furono negate alternative alla pena detentiva e il difensore Silvia Grassi preannunciò appello. “Siamo pronti a impugnare la sentenza”, disse la legale, da sempre convinta dell’innocenza del suo assistito, “padre di famiglia, genitore di cinque figli, che quella sera era appena tornato dal lavoro ed era andato a prendere i suoi bambini al parco fuori scuola”.
La corte d’assise di Viterbo, oltre alla condanna a due anni e mezzo, aveva disposto una provvisionale immediatamente esecutiva di duemila euro, mille alla madre e mille alla figlia, nonché un risarcimento da quantificare in sede civile. Una volta scontati i due anni e mezzo, inoltre, il 44enne avrebbe inoltre dovuto essere sottoposto per un anno a misure di sicurezza a tutela dei minori, come il divieto di lavorare in contesti dove ci fossero minori.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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