![]() L’avvocatessa Marina Berni |
Viterbo – (sil.co.) – Imprenditore nonché personaggio televisivo, un quarantenne viterbese è finito a processo davanti al giudice Giovanna Camillo per un cane. Anzi tre: una cagnolina e i suoi due cuccioli.
Difeso dall’avvocato Marina Bernini, l’imputato è accusato di appropriazione indebita perché, secondo l’accusa “al fine di procurarsi un ingiusto guadagno”, avrebbe fatto sua una femmina di cane di razza Bull Terrier, sottoposta a sequestro dalla procura e affidata in custodia a un’animalista.
Era la primavera del 2021 quando è scattata la denuncia.
Il quarantenne avrebbe avuto la disponibilità della Bull Terrier per averla avuta in affidamento temporaneo fino allo scioglimento della vicenda giudiziaria, rifiutandosi poi di restituire sia la cagnolina che i due cuccioli nel frattempo nati, nonostante le ripetute richieste verbali e per raccomandata.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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