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Tribunale - Un testimone alleggerisce la posizione dell'imputato - È accusato di avere appiccato lui il rogo

Otto ettari di bosco in fiamme: “L’agricoltore stava cercando di spegnere l’incendio”

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Vigili del fuoco in azione - Immagine di repertorio

Vigili del fuoco in azione – Immagine di repertorio

Barbarano Romano – (sil.co.) – Otto ettari e mezzo di bosco in fiamme, è ripreso il processo in corso davanti al giudice Jacopo Rocchi per l’incendio a carico di un agricoltore che un giorno di inizio primavera di sei anni fa stava bruciando le potature al confine tra il suo noccioleto e l’adiacente macchia. 

Un bosco di proprietà dell’università agraria, parte civile contro l’imputato. Era la sera del 24 marzo 2019 quando improvvisamente si sarebbe alzato il vento, che fino a quel momento non aveva soffiato, sospingendo verso la boscaglia le fiamme delle potature di nocciolo.

Un testimone oculare ha detto di avere visto una nuvola di fumo. “Giunto sul posto, c’era l’imputato che cercava di spegnere l’incendio. Lui aveva bruciato delle frasche, ma quando sono arrivato non ho visto niente, erano già bruciate”, ha spiegato. 

“In quel periodo dell’anno era consentito bruciare”, ha confermato all’udienza dello scorso 18 dicembre una forestale, intervenuta sul posto con i colleghi assieme a una squadra dei vigili del fuoco di Tarquinia, alla protezione civile e allo stesso sindaco. 

“Il divieto va da giugno al 30 settembre, a marzo si poteva accendere”, ha detto la testimone, spiegando che a dare l’allarme è stato lo stesso agricoltore, trovato a bordo del trattore all’arrivo dei soccorsi. “Il bosco era stato tagliato tra il 2018 e il 2019 – ha proseguito la teste, ribadendo – quel giorno non tirava vento, si è alzato successivamente”.


Articoli: Otto ettari e mezzo di bosco in fiamme, agricoltore alla sbarra – Incendio in un noccioleto a Barbarano Romano


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”. 


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6 ottobre, 2025

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