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Tribunale - A giudizio l'ex - L'avrebbe minacciata evocando uno dei femminicidi più efferati e sanguinosi commessi nella Tuscia

Terrorizzata dal marito: “Ti faccio fare una fine peggiore della donna uccisa a coltellate a Sutri”

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Viterbo - Il pronto soccorso dell'ospedale Santa Rosa

Viterbo – Il pronto soccorso dell’ospedale Santa Rosa

Viterbo – (sil.co.) – La coppia sarebbe stata insieme 23 anni, gli ultimi 3-4 dei quali sarebbero stati per i familiari un inferno. La moglie lo ha denunciato quando, scagliandosi contro lei e i due figli con un coltello, avrebbe detto al maggiore: “Fai sesso con tua madre”. 

Imputato un albanese che, a detta della ex, sarebbe sempre stato geloso, possessivo, un marito e padre padrone, che negli ultimi anni di matrimonio non avrebbe perso occasione per darle della puttana, percuoterla e minacciarla di morte. “Quando mi ha detto che mi avrebbe fatto fare una fine peggiore della donna albanese uccisa a coltellate a Sutri, ho avuto veramente paura”, ha detto la donna, una connazionale di 43 anni, citando come avrebbe fatto lui uno dei più efferati omicidi mai avvenuti nel Viterbese. 

Lei ha testimoniato lo scorso 18 febbraio contro il marito, a processo davanti al collegio e tuttora sottoposto a divieto di avvicinamento.  Ieri avrebbe dovuto essere il giorno dell’esame imputato, ma tramite il difensore Maria D’Andrea, l’uomo ha chiesto il differimento dell’udienza per motivi di salute, non accordata dal presidente Jacopo Rocchi, secondo cui l’istanza non era sufficientemente documentata. Per le stesse ragioni è  stata inflitta una sonora multa di 450 euro a un testimone assente senza adeguata giustificazione. In ultimo la terna giudicante ha rinviato a gennaio, intimando alla difesa di citare per tempo i testimoni.

La sera del 18 dicembre di tre anni fa, la 43enne fu portata dal 118 in ambulanza al pronto soccorso del Santa Rosa, a Belcolle, dove rimase ricoverata in ospedale tre giorni. La ex e i figli sono parte civile con l’avvocato Andrea Marinelli del foro di Viterbo.

La parte offesa, come detto, ha evocato uno dei più sanguinosi femminicidi commessi nella Tuscia, l’11 novembre 2014.  “Quando mi ha detto che mi avrebbe fatto fare una fine peggiore della donna albanese uccisa a coltellate Sutri, ho avuto veramente paura”, ha detto la donna, citando come avrebbe fatto lui uno dei più efferati omicidi mai avvenuti nel Viterbese. 


– “Minacciava di uccidermi a coltellate e diceva che facevo sesso con nostro figlio”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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7 ottobre, 2025

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