Viterbo – (sil.co.) – Vittima della truffa del trattoretto, si costituisce parte civile al processo contro il presunto imbroglione che gli ha soffiato 500 euro.
Mercoledì la difesa ha fatto sapere al giudice Jacopo Rocchi che l’imputato è stato già assolto tre volte, producendo altrettante sentenze dei tribunali di Ravenna, Reggio Emilia e perfino della Repubblica di San Marino.
Era l’estate del 2020 quando la parte offesa, assistita dall’avvocato Vincenzo Dionisi, ha deciso di cercare online un trattoretto.
“Su Facebook ho trovato un annuncio che faceva per me. Ho contattato il venditore, tale David, il quale mi ha detto che aveva ricevuto molte richieste. Ci siamo accordati per la somma di 2700 euro, che avrei saldato al trasportatore, ricaricando il giorno stesso la sua carta Postepay con un acconto di 500 euro. Gli ho inviato il tagliandino e lui mi ha risposto che il mezzo era stato spedito e che era in viaggio da Udine. Peccato che non sia mai arrivato”, ha spiegato il 62enne dell’Alta Tuscia vittima dell’inganno.
“Il venditore si è volatilizzato e da Facebook sono spariti annuncio, profilo, numero di telefono, come se non fosse mai esistito, Per cui sono andato dai carabinieri e ho sporto denuncia”, ha proseguito.
Il processo è stato rinviato a novembre per sentire il carabiniere della stazione di Acquapendente delegato a svolgere le indagini dal comandante Alessandro Labianca.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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