Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Imputato di maltrattamenti in famiglia un 51enne arrestato a fine febbraio

Aggredisce la madre dopo una vita di tossicodipendenza, assolto

Condividi la notizia:

Capranica – (sil.co.) – In tribunale l’ennesima tragica vicenda scaturita dagli effetti nefasti della tossicodipendenza sugli affetti più cari. Imputato di maltrattamenti in famiglia un 51enne, tossicodipendente da trenta anni, che tra il 26 febbraio e il 3 marzo di quest’anno avrebbe spaventato a tal punto la madre settantenne da costringerla a chiamare i carabinieri, scagliandosi anche contro i militari, che hanno dovuto arrestarlo per farlo calmare.


Capranica - Carabinieri

Capranica – Carabinieri


“Abbiamo sempre vissuto insieme e non era mai successo niente di simile  prima”, ha testimoniato la donna, che la sera del 26 febbraio ha cenato con lui come tutte le sere. “Poi – ha proseguito – è uscito e quando è rientrato non era più lui. Voleva l’ambulanza e intanto mi insultava come non aveva mai fatto, mentre spaccava tutto in casa. Dopo che mi ha strappato il telefono con cui stavo chiamando i carabinieri, sono corsa a rifugiarmi da una vicina, mentre mio figlio mi rincorreva per le scale, chiamandoli da casa sua”.

Non contento di avere ottenuto i domiciliari avrebbe quindi proseguito nelle sue condotte, finendo dietro le sbarre del carcere di Viterbo, da dove è uscito ieri, riconquistando la piena libertà in seguito all’assoluzione con formula piena da parte del giudice Jacopo Rocchi dopo aver sentito il difensore Daniela Nobili. L’accusa aveva chiesto una condanna a due anni di reclusione.

“E andato avanti in quel modo tutti i giorni. Una volta ha staccato un quadro dalla parete e se lo è dato sulla testa. un’altra che io entravo nel portone mentre lui scendeva le scale mi ha minacciata. Mio figlio non è un angelo, è un tossico da trenta anni, ma fino ad allora non mi aveva mai fatto paura. Non era più lui, non si può dire il dolore di vedere un figlio ridotto così”, ha spiegato la madre.

A novembre dell’anno scorso il cinquantenne, in carico al Serd e al Csm,  era entrato in una comunità di Viterbo, uscendone dopo Natale, i primi di gennaio. “Mio figlio assume anche psicofarmaci  quella sera, quando è tornato a casa, era completamente ubriaco. Non so dove sia stato e cosa abbia scatenato quella reazione. Ma non era più lui”, ha ribadito più volte la parte offesa.

Anche uno dei carabinieri intervenuti, aggredito a sua volta dall’imputato, che gli ha messo le mani addosso, ha detto al giudice che fino all’allarme scattato la sera del 26 febbraio non c’erano state precedenti aggressioni alla madre: “E stato tutto in quei giorni in cui lei si è trovata a non riuscire più a gestire la situazione”. Lo stesso la vicina di casa che l’ha soccorsa: “Conosco l’imputato fin da bambino, mai vista una cosa simile”. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
13 novembre, 2025

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-morta-irene-cara-vinse-loscar-per-fame-e-flashdance/