Viterbo – Bonifico da 45mila euro “intercettato” e fatto sparire su conti esteri e piattaforme per criptovalute, condannato a un anno e dieci mesi di reclusione e a una multa di 900 euro un 63enne viterbese. Vittima un commerciante.
Soldi – Foto d’archivio
Difeso dall’avvocato Daniele Saveri, il 63enne è finito a processo presieduto dal giudice Eugenio Turco per riciclaggio, rischiando una condanna a quattro anni e tre mesi di reclusione e una multa di 6mila euro, come chiesto dal pubblico ministero Michele Adragna. Ma il reato è stato riqualificato in quello meno grave di truffa, pet cui è stato condannato a un anno e dieci mesi, con sospensione condizionale della pena.
Vittima un imprenditore della provincia di Venezia, titolare con quattro fratelli di un’attività commerciale specializzata nella vendita di mobili ed elettrodomestici. L’uomo, che si è costituito parte civile con l’avvocato milanese Matteo Picotti, e che non ha mai visto in faccia l’imputato, lo scorso 13 maggio è venuto appositamente al palazzo di giustizia di via Falcone e Borsellino, assieme al suo legale, per raccontare la disavventura capitata alla società di famiglia.
“Avevamo due conti correnti su due banche diverse, uno dei quali solo per il fido, che quindi usiamo poco e teniamo d’occhio solo per evitare di andare sotto”, ha spiegato. “Il 18 novembre 2020 abbiamo disposto un bonifico di 45mila euro, che però sul conto del fido non è mai arrivato. Ce ne siamo accorti dopo mesi, al momento del bilancio di fine anno. Ci siamo confrontati tra noi fratelli, ma nessuno aveva idea di che fine avessero fatto i soldi, mentre la segretaria ricordava benissimo di avere effettuato il bonifico, di cui abbiamo stampato il cartaceo”.
Sorpresa. “Sul cartaceo è spuntato il nome del beneficiario, corrispondente a quello dell’imputato, che poi avrebbe spacchettato i 45mila euro su conti esteri. Non saprei dire come abbia fatto, ma si è inserito dopo che era stato già fatto il bonifico con l’Iban del conto dell’istituto di credito cui era destinato. I carabinieri che hanno ricostruito i vari passaggi, risalendo all’imputato, hanno detto che tra l’altro non sarebbe stata né la prima né l’unica volta, ma che lo aveva rifatto”.
A confermare i precedenti dell’imputato è stato sentito ieri, ex 507, il carabiniere di Scorzè che ha preso la denuncia e svolto le indagini, risalendo al 63enne viterbese. “Analogo fatto è successo, negli stessi giorni. a una società di Milano, che ha perso allo stesso modo oltre 24mila euro, su cui ha indagato la procura del capoluogo lombardo, aprendo contro di lui un procedimento penale di cui non conosco l’esito”.
Silvana Cortignani
– Gli intercettano un bonifico da 45mila euro e fanno sparire i soldi, vittima un commerciante
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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