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Roma - Domani 4 novembre la prima l’udienza

La torre di Pasolini contesa tra eredi e usi civici – L’attore Gallinari porta la battaglia in appello

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Chia - La torre di Pasolini

Chia – La torre di Pasolini

Roma –  A mezzo secolo dalla morte di Pier Paolo Pasolini, la casa che lo scrittore aveva trasformato nel suo rifugio tra i boschi di Soriano nel Cimino è al centro di una contesa giudiziaria. Il nuovo proprietario, l’attore Gabriele Gallinari, denuncia: “Ho investito tutto in questo sogno, ma ora rischio di perderlo”.

Una battaglia legale sta offuscando il sogno di Pier Paolo Pasolini, che a Chia, nel comune di Soriano nel Cimino, aveva trovato il suo rifugio tra alberi e pietra. La celebre torre medievale, acquistata dallo scrittore nel 1970 e restaurata con cura dall’attore Gabriele Gallinari dopo l’acquisto nel 2021, è oggi al centro di una controversia sugli usi civici.

Il nodo giuridico nasce nel 2022, quando l’Università Agraria di Chia – un ente agrario che gestisce terreni a destinazione silvo-pastorale – ha rivendicato la proprietà dell’area, sostenendo che la torre e i terreni circostanti rientrino nel dominio pubblico. Un contenzioso che il commissario degli usi civici ha accolto, ordinando la reintegrazione della proprietà alla regione Lazio.

Gallinari non si è arreso: “Ho comprato la torre sulla base di certificazioni comunali che escludevano la presenza di usi civici. Ho aperto la casa al pubblico, rispettando la convenzione con il comune e investendo risorse personali nel restauro”, ha spiegato. “Ora, ogni volta che sistemo qualcosa, mi chiedo se potrò ancora restare qui. Mi devono portare via con la forza.”

Il ricorso in appello è stato presentato nel maggio scorso e domani 4 novembre la vicenda approderà davanti alla Corte d’appello di Roma, sezione speciale usi civici.

Intanto, l’Università Agraria ha realizzato intorno alla torre un parco tematico di circa venti ettari, con percorsi e attività turistiche dedicate alla memoria del poeta. 

Un dubbio che pesa proprio nell’anno del cinquantenario della morte del poeta, il cui sogno di vita solitaria “nel paesaggio più bello del mondo” rischia oggi di dissolversi tra carte processuali e fili spinati.


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3 novembre, 2025

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