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Tribunale - Denunciato dalla ex moglie, una volta l'imputato sarebbe stato ferito con un'unghiata ai testicoli

Marito ossessionato da ceretta e bicicletta ammette: “Per riconquistarla ho tentato il suicidio”

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Viterbo – (sil.co.) – Ex ossessionato dalla ceretta ammette: “Per riconquistarla ho tentato il suicidio”. Si è difeso dall’accusa di maltrattamenti, ammettendo davanti al collegio di avere tentato di togliersi la vita lanciandosi nel vuoto per muovere a compassione la moglie che lo stava lasciando. È l’uomo che avrebbe costretto la ex a fargli la ceretta tutte le sere: “Una volta lei mi ha dato un’unghiata sui testicoli e sono finito in ospedale con la pelle lacerata”, ha riferito ieri durante l’esame imputato. Alla fine lei lo ha piantato.


Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo


“Voleva buttarsi dalla finestra e fare un volo di 25 metri, davanti ai figli. So io quanto ho lottato per trattenerlo e tirarlo dentro”, ha detto la moglie in tribunale, sentita lo scorso mese di febbraio. Era il giorno di Ferragosto del 2020 e la donna, nonostante il drammatico gesto, pochi mesi dopo ha interrotto il matrimonio. Nell’autunno successivo lo ha denunciato, si è trasferita altrove, ha chiesto la separazione giudiziale, l’allontanamento dell’ex nonché l’affidamento dei tre figli, che lui può vedere in modo protetto una sola volta a settimana.

Un matrimonio distrutto dall’ossessione per ceretta e bicicletta da parte dell’uomo, un 48enne difeso dall’avvocato Simona Bellezza, operatore sanitario presso una casa di cura del capoluogo. Almeno a detta della ex, operatrice presso una casa di riposo, che ha testimoniato contro di lui, costituendosi parte civile al processo, assistita dall’avvocato Gabriele Romanelli. 

“Tutte le sere dovevo fargli la ceretta, sennò erano urla – ha riferito la donna, spiegando come tra il 2016 e il 2019 il matrimonio sia scoppiato – poi alle 21 se ne andava a dormire e si svegliava a mezzanotte per fare ginnastica fino alle 6 del mattino. Ma non solo. Dovevo anche fargli i capelli, lunghi e ricci, ed era tutta una scenata, perché secondo lui gleli facevo male”. 

Lui ha ammesso di essere “petulante”. “Ho una fobia per i peli, li levo da quando avevo 18 anni. dopo il matrimonio, ci pensava mia moglie. Ma il giorno che lei dice di essersi dovuta difendere perché per un pelo l’avevo presa per il collo, è stata lei che si è alterata e mi ha dato un’unghiata sui testicoli mentre ero sdraiato nudo, per cui sono dovuto correre al pronto soccorso, dicendo che era stato un fatto accidentale per non denunciarla”, si è difeso l’imputato.

Prima di chiudere col marito, la presunta vittima si sarebbe trovata un lavoro. “A maggio 2020 è stata assunta in una casa di riposo e da quel momento è completamente cambiata. A luglio mi ha detto che voleva la separazione e io ad agosto, pensando che sarebbe servito a farle capire quanto la amavo, mi sono buttato dal balcone con lei che mi teneva le mani e i suoi familiari accorsi per rimettermi dentro sano e salvo. È stato un gesto dimostrativo, di cui mi pento, ma era solo per dirle quanto la amavo”, ha detto al collegio.

Si torna in aula a marzo.


 Marito ossessionato dalla ceretta, la moglie: “Mi costringeva a spelarlo tutte le sere”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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12 novembre, 2025

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