Viterbo – (sil.co.) – Padre accusato di violenza sessuale pluriaggravata ai danni della figlia di cui avrebbe abusato fin dalla più tenera età. Indagini archiviate.
Violenza su minore – Foto di repertorio
Presunta vittima un’adolescente residente in un centro della provincia di Viterbo che, a distanza di anni, il 9 aprile 2024, ha raccontato di avere subito abusi sessuali fin dalla più tenera età da parte del genitore.
Nei guai è finito un 48enne, assistito dall’avvocato Paolo Delle Monache, nei confronti del quale nel 2024 si è aperto un delicato procedimento penale, che si è chiuso lo scorso 10 ottobre con l’accoglimento da parte del gip Fiorella Scarpato della richiesta di archiviazione avanzata per la procura dalla pm Paola Conti.
Le ipotesi di reato nei suoi confronti erano di violenza sessuale aggravata dal fatto di essere stata commessa nei confronti della figlia e dalla minore età della stessa.
Una conclusione cui si è giunti dopo l’incidente probatorio, disposto dal tribunale su richiesta della procura per cristallizzare la versione della minore, difesa dall’avvocato Elisa Tosini.
All’adolescente, sentita con tutte le accortezze e cautele del caso, è stato chiesto di ricostruire sia i fatti più recenti che episodi risalenti nel tempo, alla presenza della psicologa Emanuela Canepari, nominata come consulente dalla pm Conti.
Come detto, è stato lo stesso pubblico ministero, a distanza di poco più di un anno dall’apertura delle indagini, a chiedere l’archiviazione del fascicolo a carico del 48enne, con ragioni che il gip Scarpato ha ritenuto “pienamente condivisibili”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY