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Tribunale - In aula sette motociclisti che viaggiavano in colonna sulla Umbro-Casentinese - Imputata di omicidio e lesioni stradali l'automobilista

Schianto auto-moto con due morti, il racconto dei centauri sopravvisuti…

di Silvana Cortignani
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Bagnoregio – Sfilata di centauri in tribunale. Facevano parte della colonna di sette moto rimaste coinvolte nel drammatico incidente stradale avvenuto cinque anni fa sulla Umbro-Casentinese in cui ha perso la vita una coppia di motociclisti e un’altra coppia è rimasta gravemente ferita. In aula la testimonianza dei due sopravvissuti. 


Hazel Desimone e Matteo Rossi

Hazel Desimone e Matteo Rossi


Le vittime furono Matteo Rossi, 48enne di Civitavecchia, morto sul colpo, e Hazel Desimone, deceduta due giorni dopo al Gemelli di Roma. Toccante e commossa la testimonianza dei due sopravvissuti, una coppia di fidanzati, anche loro di Civitavecchia, che all’epoca avevano 22 e 21 anni. 

In aula sette conducenti e passeggeri delle moto che viaggiavano incolonnate sulla Umbro-Casentinese nel primo pomeriggio della domenica di Ognissanti del 2020, di ritorno da un’escursione a Civita di Bagnoregio, in viaggio verso il litorale, in modo da arrivare a casa prima del buio.

Testimoni dello schianto con una Fiat Panda che ha sbalzato a terra la seconda e la terza moto di una colonna di sette, provocando due morti e due feriti gravi. La conducente dell’utilitaria, una 32enne, è a processo per omicidio e lesioni stradali davanti al giudice Jacopo Rocchi.


Bagnoregio - Auto si schianta contro due moto

Bagnoregio – Auto si schianta contro due moto


L’imputata avrebbe perso improvvisamente il controllo dell’auto, secondo la difesa a causa delle condizioni dissestate della strada, finendo di traverso sulla carreggiata nel tentativo di raddrizzare la vettura, che ha finito la sua corsa cappottandosi sul ciglio destro della strada, dopo essersi schiantata contro la seconda e la terza moto della colonna di sette che viaggiavano nella direzione opposta. 

I passeggeri della prima moto sono riusciti a restare in sella, mentre ha perso la vita la coppia che viaggiava sulla seconda e sono rimasti gravemente feriti i fidanzati sulla terza moto sbalzata nella cunetta. 

Sul posto intervennero carabinieri, sanitari del 118, vigili del fuoco con le squadre di Gradoli e Viterbo, polizia locale. La terza moto fu sbalzata nella cunetta. “Ricordo solo le urla mie e del mio ragazzo mentre ci schiantavamo a terra. Sono rimasta scioccata. Ancora oggi non ho superato il trauma”, ha detto la ragazza, oggi 26enne, reduce da un delicato intervento chirurgico e un lungo ricovero in ospedale. 

Incapace di ricostruire la dinamica anche il fidanzato 27enne. “Ricordo solo che di punto in bianco mi sono trovato l’auto di fronte. Poi il blackout, sono svenuto e quando mi sono ripreso ero con la faccia sull’erba. Sentivo le sirene e l’elicottero.  So solo che è stato un attimo, un battito di ciglia, una frazione di secondo. Non so neanche se ho frenato”.

“Ricordo di avere chiesto a chi mi soccorreva di aprire il casco perché non respiravo, ma di non sfilarmelo dalla testa perché poteva essere pericoloso – ha proseguito – ero semicosciente, poi non ci ho visto più. Quando è venuta mia madre al Gemelli, sentivo la sua voce, ma non la vedevo”. 


Bagnoregio - Auto si schianta contro due moto

Bagnoregio – Auto si schianta contro due moto


Hanno testimoniato sette dei componenti della comitiva di sette moto, la gran parte dei quali hanno sentito il botto e visto il fumo dello schianto, ma non cosa sia successo prima alla Panda. Tra loro il “capofila”, ovvero il 42enne di Ladispoli che era alla guida della prima moto, in viaggio con la compagna. 

“Con gli altri ci eravamo conosciuti la mattina e avevamo pranzato insieme, ma in tavoli separati, per via dl Covid. Ci eravamo appena immessi da una strada laterale e andavamo massimo a 50-60 chilometri orari. Avevamo calcolato di arrivare a casa prima che facesse buio. Procedevamo in colonna e io ero davanti perché tenevo il satellitare. È stato un secondo, la sensazione è che la Panda si sia trovata una ruota sulla banchina”.

“Sono riuscito a schivare l’auto, ma mentre passavo oltre ho sentito il fragore, i rumori dello schianto con le moto che erano dietro a me, vedendo salire il fumo dallo specchietto retrovisore”, ha spiegato.

Tutti hanno soccorso tutti. “Una scena da mettere alla prova chiunque – ha detto uno dei motociclisti più arretrati della colonna – quando da dietro ho visto il fumo dell’impatto, ho sperato che non ci fosse nessuno di noi del gruppo. Mi avvicinavo e cercavo con gli occhi. Non vedevo due ragazzi sulla strada, allora cercavo tra gli altri, li contavo…”, 

Nessuno di loro dimenticherà mai la tragedia. Si torna in aula in primavera. 

Silvana Cortignani


Bagnoregio - Auto si schianta contro due moto

Bagnoregio – Auto si schianta contro due moto


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Multimedia: Fotocronaca: Auto contro moto, un morto – Auto contro due moto – video – video2


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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13 novembre, 2025

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