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Tribunale - Imputato un 46enne - Avrebbe cominciato a perseguitare la moglie subito dopo la separazione

“Dovrai avere a che fare con me finché campo”, ex marito a processo per stalking

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Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Tuttora nel panico, nonostante il tempo trascorso, una ex moglie costretta denunciare per stalking il marito che, dopo la separazione, non avrebbe più smesso di perseguitarla. Imputato un 46enne di Soriano nel Cimino, che avrebbe approfittato perfino delle chiamate col figlio per controllare la presunta vittima. Il processo è entrato nel vivo questa settimana davanti al giudice Daniela Rispoli. 


L'avvocato di parte civile Dominga Martines

L’avvocato di parte civile Dominga Martines


L’imputato avrebbe usato il figlio minore per tenere sotto controllo  la ex. “Gli faceva sempre un sacco di domande sul mio conto, per sapere cosa facessi e dove fossi, dopo di che me lo trovavo appostato ovunque, di giorno e anche di notte”, ha detto  la parte offesa davanti al giudice in tribunale, .

“Una sera di buio pesto, mentre con mio figlio tornavo a casa dopo avere cenato da mia sorella, era imboscato in macchina vicino alla rotatoria, con il solo volto illuminato dalla luce del cellulare. Ancora mi sento remare per lo spavento”, ha spiegato mercoledì al giudice Daniela Rispoli la donna, parte civile con  l’avvocato Dominga Martines. 

“Dovrai avere a che fare con me finché campo”, le avrebbe detto, terrorizzandola.

“Non sono più libera di fare niente, ho paura di uscire, esco solamente se accompagnata, non vivo più”, ha riferito la donna, che ha chiuso la relazione a giugno 2020 e già ad agosto si è ritrovata l’ex in casa.

“È entrato in casa a forza con la scusa delle volture, quindi ha cominciato a insultarmi con frasi sessiste e si è asserragliato all’interno”, ha riferito la donna, apparsa tuttora estremamente provata nonostante la denuncia risalga al 2021. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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6 dicembre, 2025

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