Fabrica di Roma – (sil.co.) – Né colpevole, né innocente. Si è chiuso con la prescrizione il processo all’anziano di 89 anni di Fabrica di Roma accusato di stalking dalla ex badante del figlio disabile.
L’anziano è stato rinviato a giudizio l’11 luglio 2019 perché – nonostante la ragguardevole età e la zoppia che lo costringe a camminare col bastone – avrebbe scavalcato il muro di recinzione di casa della badante e si sarebbe dato alla fuga.
Parte civile l’ex badante, difesa dall’avvocato Francesca Bufalini anche nella causa di lavoro intentata contro l’imputato, a casa del quale avrebbe lavorato dal 1996 a gennaio 2018. È finita che il 14 novembre 2024 la corte d’appello di Roma ha condannato il pensionato al pagamento della somma complessiva di 37.259,20 euro.
Imputato di atti persecutori per l’appunto un ultraottantenne , difeso dall’avvocato Giuseppe Picchiarelli, che secondo l’accusa in una occasione avrebbe scavalcato “repentinamente” il muretto sotto casa dell’ex badante, per poi scappare a gambe levate, anche se già all’epoca dei fatti camminava col bastone.
“Stai attenta a come cammini, ti distruggo, sei una puttana, se non riesco a farti del male io, ci saranno altri per me che te ne faranno, ti rovinerò, farai schifo a tutto il paese”, le avrebbe detto l’anziano tra il mese di settembre 2017 e febbraio 2018, quando è scattata la denuncia.
Nei giorni scorsi è stato formalizzato il non luogo a procedere per estinzione del reato, in seguito alla prescrizione, intervenuta a fine novembre.
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva.
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