Soriano nel Cimino – (sil.co.) – Raccoglitore di ferro vecchio accusato di rapina, prosciolto dopo 12 anni. I fatti risalgono al 2014 e la persona offesa nel frattempo è morta.
Il processo si è chiuso ieri davanti al collegio presieduto dal giudice Eugenio Turco, che ha accolto la richiesta del pm Michele Adragna di riqualificare il reato da rapina a furto, dichiarando il non luogo a procedere per estinzione del reato per intervenuta prescrizione.
Imputato del grave reato di rapina un operaio di origine romena, presente in aula, che il 27 febbraio 2014 fu fermato nelle campagne di Sant’Eutizio dai carabinieri di Soriano nel Cimino mentre con la moglie viaggiava a passo d’uomo a bordo di un furgone Ducato bianco che era stato segnalato come sospetto da diversi residenti che lo stavano tenendo d’occhio da giorni
“Sul furgone abbiamo trovato materiali ferrosi, per lo più arrugginiti, tipo tubi e attrezzature agricole, che abbiamo fotografato, chiedendo in giro se qualcuno li riconoscesse. Due giorni dopo si è presentato un anziano della zona, che ha riconosciuto i materiali e individuato la coppia su fascicolo fotografico”, ha spiegato uno dei carabinieri che hanno condotto l’operazione.
La presunta vittima, nel frattempo deceduta, ha spiegato che l’imputato è entrato nella sua proprietà e si è messo a raccogliere i materiali, mentre la moglie gli diceva: “Ci servono soldi, ho da sfamare i mie figli e non so come fare”, Niente di più. E lo stesso anziano avrebbe messo a verbale, acquisito agli atti, che il terreno era aperto, senza cancello e privo di recinzione.
“Era un tratto aperto di campagna, dove c’erano rifiuti ferrosi abbandonati, che ho raccolto e conferito presso un centro specializzato per poche decine di euro. C’era un vecchietto, che mi ha detto che potevo prenderli e portarli via”, ha detto l’imputato, durante il suo esame. “Un lavoro socialmente utile, meno male che qualcuno porta in discarica ciò che noi abbandoniamo nei campi”, ha sottolineato la difesa.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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