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Tribunale - Imputato di maltrattamenti aggravati e violenza sessuale un 32enne

Tira una pentola piena alla ex davanti ai figlioletti: “Non servi neanche per la pasta”

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Ronciglione – (sil.co.) – Brutta stronza, non servi neanche per fare la pasta”, avrebbe urlato alla moglie un 32enne originario del centro America, residente a Ronciglione con la moglie e due bambini do 10 e due anni. Era il 2024 quando la scenata, davanti ai figlioletti, finì con lui che tirava la pentola e il suo contenuto addosso alla vittima. 


Tribunale di Viterbo - La panchina rossa inaugurata il 25 novembre 2022

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Un’escalation di violenza quella che ha caratterizzato la convivenza della coppia, conclusa con una denuncia e col 32enne sottoposto alla misura dell’allontanamento e dell’obbligo di firma.

Lunedì davanti al collegio si è aperto il processo per violenza sessuale e maltrattamenti aggravati col giudizio immediato, chiesto dal pm Flavio Serracchiani. Il difensore Matteo Moriggi con l’occasione ha ottenuto il via libera a procedere col rito abbreviato condizionato all’ascolto della sola parte offesa, che in caso di condanna si tradurrà nello sconto di un terzo della pena. Parte civile la donna, una 39enne, assistita dall’avvocato Dominga Martines. 

Nel 2023, quando era incinta del secondogenito, l’avrebbe presa per i capelli e sbattuta contro il muro, mettendo in dubbio la paternità del bambino e minacciando che le avrebbe portato via la primogenita se lei si fosse separata. Davanti alla piccola l’avrebbe anche presa per il collo e sbattuta al muro. L’imputato, inoltre, è accusato di avere costretto la moglie ad avere rapporti sessuali sbattendola sul letto e prendendola con la forza. 

A maggio 2024, quando lei si sarebbe decisa a lasciarlo, l’avrebbe terrorizzata, dicendole, mostrandole i pugni e colpendo il muro: “Se mi lasci ti ammazzo, non farò il cornuto se mi lasci vuol dire che scopi con un altro, ti troverò perché non ho niente da perdere, ti darò tante botte che morirai, tu sei piccola e io sono più forte di te, non avrò bisogno altro che delle mie mani”.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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3 dicembre, 2025

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