Viterbo – Carnevale 2026, fa discutere il piano di sicurezza: controlli agli accessi e regole più rigide.
Il piano delle misure di sicurezza per i Carnevali 2026 di Ronciglione e Civita Castellana, definito nel corso della riunione del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica svoltasi il 28 gennaio presso il Palazzo del Governo, sta facendo discutere, soprattutto a Civita Castellana, dove serpeggia il malumore tra commercianti e gruppi carnevalari.
All’incontro, presieduto dal prefetto Sergio Pomponio, hanno partecipato i rappresentanti delle amministrazioni comunali e degli enti organizzatori, le forze di polizia, i vigili del fuoco, Ares 118 e la Croce rossa italiana. Obiettivo della riunione era il coordinamento delle misure di sicurezza e prevenzione in vista delle imminenti manifestazioni carnevalesche.
Per Ronciglione, la valutazione dell’ordine pubblico è stata positiva. “La cornice di ordine pubblico è stata giudicata favorevole, vista anche la collaborazione della cittadinanza e l’assenza di particolari elementi di criticità nelle passate edizioni”. L’edizione 2026 manterrà l’impostazione degli anni precedenti, con alcuni miglioramenti tecnici, tra cui “un applicativo che, attraverso Qr-code, fornisce mappe aggiornate in tempo reale per facilitare l’orientamento verso le uscite di sicurezza”. È stato inoltre evidenziato che “il cantiere presente nella scorsa edizione è stato completamente rimosso”.
Più articolata la situazione a Civita Castellana, dove il Carnevale è stato definito di maggiore complessità. Il piano di sicurezza, esaminato dalla commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, è stato ritenuto adeguato dopo alcune integrazioni. Le modifiche al percorso “hanno contribuito a migliorare la gestione dei flussi”, mentre il dispositivo sanitario sarà rafforzato “con due posti medici avanzati e un potenziamento del presidio ospedaliero”.
Tra i principali provvedimenti figurano il rafforzamento del controllo degli accessi, il coinvolgimento delle polizie locali dei comuni limitrofi e della protezione civile, con un contingente di circa cinquanta unità, la chiusura dei locali nelle giornate domenicali e la chiusura anticipata per l’evento del 17 febbraio. Previste anche misure più stringenti sulla somministrazione, con il divieto di consumazioni multiple, l’estensione ai dehors del divieto di vetro e lattine, il controllo della capienza dei locali e il divieto di superalcolici.
Proprio queste misure hanno acceso la protesta in città. Nelle scorse ore diversi esercenti hanno annunciato la decisione di abbassare le serrande nei giorni delle sfilate, lamentando poco preavviso, carenze organizzative e l’impossibilità di lavorare in serenità. Tra i primi a esporsi pubblicamente il bar Romy, che ha comunicato la scelta di restare chiuso durante il Carnevale, parlando di “un clima di pressione preventiva e di tensione costante” che renderebbe difficile lavorare con tranquillità.
Una decisione analoga è stata annunciata anche dal titolare della pizzeria del Forte, Domenico Grieco, che ha spiegato la scelta di chiudere durante le sfilate e la festa in piazza per evitare “nervosismo e tensioni che questa festa non merita”.
Solidarietà è arrivata anche dai gruppi carnevalari, che contestano non solo le restrizioni ma soprattutto la tempistica e la comunicazione delle stesse. Al centro delle critiche, la gestione complessiva delle misure di sicurezza, ritenuta tardiva e poco chiara, e il rischio che il Carnevale perda il suo carattere di festa partecipata e condivisa.
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