Anguillara Sabazia – Arrivano i primi riscontri dell’autopsia sul corpo di Federica Torzullo, l’ingegnera di 41 anni scomparsa ad Anguillara Sabazia e successivamente ritrovata senza vita. Ad ucciderla, secondo la procura di Civitavecchia, il marito, Claudio Agostino Carlomagno, accusato di femminicidio e occultamento di cadavere. L’esame medico-legale è stato eseguito all’Istituto di Medicina legale della Sapienza di Roma.
Federica Torzullo con il marito Agostino Claudio Carlomagno
Secondo quanto emerso dall’autopsia, Federica Torzullo sarebbe stata raggiunta da 23 coltellate, 19 delle quali concentrate su collo e viso, mentre le restanti avrebbero colpito il corpo. Dall’esame sarebbero emerse anche ustioni al volto, al collo, alle braccia e nella parte superiore del torace, elementi che sarebbero compatibili con un tentativo di distruzione del cadavere.
I colpi, inferti con particolare violenza, avrebbero interessato soprattutto addome e bacino, ma anche gli arti inferiori. L’autopsia ha inoltre accertato che l’intera gamba sinistra risulta amputata e che il torace è stato schiacciato da un’azione definita “a cucchiaio” riconducibile alla benna di una mini-escavatrice. Lesioni che, secondo l’accusa, sarebbero state provocate in una fase successiva alla morte. La donna avrebbe tentato di difendersi: a dimostrarlo sarebbero almeno quattro ferite da arma da taglio.
L’abitazione di Federica Torzullo sotto sequestro
La causa del decesso viene individuata nella lesione dei vasi arteriosi del collo. Il colpo mortale sarebbe stato inferto sul lato destro.
Alla luce delle risultanze investigative, la procura di Civitavecchia ha deciso di contestare a Carlomagno il nuovo reato di femminicidio, previsto dall’articolo 577 bis del codice penale, che punisce con l’ergastolo l’uccisione di una donna per motivi di odio o discriminazione di genere o per la repressione della sua libertà personale. L’uomo è indagato anche per occultamento di cadavere.
Federica Torzullo
Secondo i magistrati, Carlomagno, 44 anni, avrebbe agito nell’arco di poco più di un’ora, tra le 7,40 e le 8,45 del 9 gennaio. Dopo aver ucciso la moglie nella villetta di via Costantino 9, ad Anguillara Sabazia, avrebbe caricato il corpo nel bagagliaio dell’auto, piegandolo su se stesso. Nello stesso lasso di tempo avrebbe utilizzato il cellulare di Federica per inviare messaggi alla madre di lei, fingendosi la donna e simulando la normalità della vita familiare.
Il giorno successivo, sempre secondo l’accusa, Carlomagno avrebbe trasportato il corpo nella sede della propria ditta di movimentazione terra. Qui avrebbe scavato una fossa profonda circa due metri, predisposto uno strato di ghiaia drenante e schiacciato il cadavere sul fondo con un mini escavatore, provocando ulteriori lesioni. Poi il tentativo di bruciare i resti e, infine, la copertura con quintali di terra.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY