Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Viterbo – Inciso il 31 dicembre 1943 invece del 31 gennaio 1944 - Un errore grave, aggravato dalla presenza di uno storico alla cerimonia

La data sbagliata sulla pietra d’inciampo di Mariano Buratti: quando la memoria inciampa davvero

Condividi la notizia:

Viterbo – La pietra d’inciampo dedicata a Mariano Buratti nasce per fissare la memoria, ma finisce per incrinarla. Sull’ottone incastonato davanti alla casa di via Saffi compare infatti una data di morte sbagliata: 31 dicembre 1943. La data corretta è un’altra, ed è nota: 31 gennaio 1944, giorno in cui Buratti venne fucilato dai nazifascisti al Forte Bravetta, a Roma.

Viterbo - La posa della pietra d’inciampo in ricordo del partigiano Mariano Buratti in via Saffi 1 dove abitava

Viterbo – La posa della pietra d’inciampo in ricordo del partigiano Mariano Buratti in via Saffi 1 dove abitava


Non si tratta di un refuso secondario. Le pietre d’inciampo esistono proprio per questo: restituire con precisione nomi, luoghi e date, sottraendoli all’approssimazione e all’oblio. Quando l’errore riguarda il giorno della morte, l’omaggio perde parte del suo senso.

L’elemento che rende la vicenda ancora più difficile da comprendere è che alla posa della pietra erano presenti non solo rappresentanti istituzionali e associazioni, ma anche uno storico: Maurizio Ridolfi, presidente di Istoreco. Una presenza che, per definizione, richiama al rigore delle fonti e alla correttezza storica.

Viterbo - La posa della pietra d’inciampo in ricordo del partigiano Mariano Buratti in via Saffi 1 dove abitava

Viterbo – La posa della pietra d’inciampo in ricordo del partigiano Mariano Buratti in via Saffi 1 dove abitava


Buratti non è una figura qualsiasi. Nato a Bassano Romano il 15 gennaio 1902, finanziere e insegnante del liceo classico che oggi porta il suo nome, dopo l’8 settembre 1943 scelse la Resistenza. Fu arrestato il 13 dicembre 1943 sul piazzale di ponte Milvio, rinchiuso prima a via Tasso e poi a Regina Coeli, torturato e infine ucciso. La sua vicenda è ampiamente documentata, così come lo è la data della sua fucilazione.

Sbagliare è umano, ma qui l’errore pesa di più. Perché avviene in un contesto solenne, costruito attorno alla memoria pubblica. E perché riguarda un eroe della Resistenza, insignito della medaglia d’oro al valor militare alla memoria.

La memoria non è solo celebrazione. È anche responsabilità. Incidere una data su una pietra significa fissarla nel tempo e nello spazio, consegnarla alle generazioni future. Proprio per questo, quando si sbaglia, non basta archiviare la questione come una svista.

Una pietra d’inciampo con una data errata non è solo un errore materiale. È un inciampo simbolico. E la storia di Mariano Buratti merita rispetto, precisione e verità. Anche, e soprattutto, nei dettagli.


Condividi la notizia:
26 gennaio, 2026

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tramonto-sul-lago/