Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Imputato un 24enne - La donna: "Dopo il Covid, non era più lui"

Madre picchiata dal figlio: “Ho chiesto aiuto perché ho avuto paura per lui…”

Condividi la notizia:

Viterbo – (sil.co.) – “Ho chiamato i carabinieri perché avevo paura per mio figlio, volevo solo che lo riportassero alla calma”.

In tribunale la toccante testimonianza dell’ennesima madre aggredita e percossa dal figlio, oggi 24enne, la prima volta a Pasqua 2022 e la seconda a Pasqua 2023. L’anno successivo, a maggio 2024, si è decisa a chiedere aiuto e denunciarlo.

Il tribunale di Viterbo

Il tribunale di Viterbo


Mercoledì è comparsa come parte offesa davanti al giudice Jacopo Ricchi, cui ha spiegato perché ha rimesso la querela.

“Lo scorso Natale – ha spiegato la donna, una 54enne – venuta meno la misura cautelare dell’allontanamento col braccialetto, abbiamo trascorso le festività tutti insieme in famiglia. Finalmente sono tornati il sereno e la pace”.

Era stato lo stesso giudice, il 19 novembre, ad accogliere l’istanza del difensore Luigi Mancini, col consenso delle parti.

“Nel 2017 mi sono separata e mio figlio più piccolo è rimasto con me. Poi col Covid ha perso il lavoro ed è cambiato, non era più lui, scattava per un nonnulla. Dopo la denuncia, è andato a vivere dai nonni e ora che si è sistemato sta da solo. È stato un periodo, che per fortuna è passato”, ha detto la madre, costretta a chiamare i carabinieri il 15 maggio 2024, quando fu presa a schiaffi e pugni, finendo in ospedale.

Al termine dell’udienza, il processo è stato rinviato alla prossima estate.


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
16 gennaio, 2026

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/