Viterbo – Accusato dalla ex di maltrattamenti, un cinquantenne viterbese se l’era cavata col patteggiamento e il divieto di avvicinamento a meno di 500 metri. Ma poi, nel 2024, ha continuato a perseguitare la donna, oggi 47enne, finendo ai domiciliari. Ieri è stato condannato a 2 anni e 4 mesi di prigione per stalking.
Violenza di genere – Foto di repertorio
Una volta che gli era toccata la figlia, avrebbe persino fatto trovare alla ex un “pizzino” nascosto nella tutina della piccola. E poi giù appostamenti sul luogo di lavoro e al parco, insulti come “zoccola” e “puttana”, “ti ammazzo” a lei e minacce di morte pure alla bambina, “piuttosto che lasciarla a te, la uccido”.
Finito a processo col giudizio immediato, ieri il cinquantenne, difeso dagli avvocati Luca Ragonesi e Marco Valerio Mazzatosta, è stato condannato dal giudice Ilaria Inghilleri a 2 anni e 4 mesi di reclusione per stalking e a una provvisionale di 5mila euro alla vittima, assistita dall’avvocato Luca Chiodi e ammessa a un più cospicuo risarcimento da quantificare in sede civile.
Agli arresti domiciliari l’uomo è finito tra giugno e luglio 2024, quando ha subito un aggravamento per avere violato per ben due volte il divieto di avvicinamento rafforzato dal braccialetto.
La prima volta, in base a quanto riferito da un poliziotto della squadra mobile durante il processo, sarebbe successo alle 17,25 del 4 giugno 2024 a pratogiardino Lucio Battisti, dove l’imputato avrebbe seguito la vittima di nascosto, portandosi a una distanza di appena 30-33 metri, facendo suonare il braccialetto.
L’imputato avrebbe quindi fatto il bis a distanza di poco più di un mese, il 27 luglio 2024, stavolta facendosi beccare mentre stava appostato nei pressi dell’abitazione dove vive la ex.
Silvana Cortignani
Articoli: “A tutte le donne che vivono o hanno vissuto situazioni di violenza, voglio dire che non siete sole…” – Segue la ex al parco dopo condanna per maltrattamenti, processo bis per stalking
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY