Viterbo – (sil.co.) – Ristoratore viterbese chiude il suo locale nei pressi delle mura e scompare l’auto sottoposta a fermo amministrativo che era parcheggiata lungo la strada di cui aveva la custodia.
Viterbo – Il tribunale
Era il 27 agosto 2021 e l’imprenditore, un 59enne difeso dall’avvocato Luigi Mancini, è finito a processo davanti al giudice Jacopo Rocchi per avere “smarrito” il mezzo, posto sotto sequestro dalla polizia municipale di Viterbo il 16 marzo 2018.
In realtà la vettura era stata restituita al legittimo proprietario perchè, avendo chiuso il ristorante, non se ne sarebbe più potuto prendere cura.
Durante il dibattimento è emerso che l’imputato, accusato di avere agevolato la sottrazione del veicolo per negligenza e imperizia, non era il proprietario del mezzo, riconsegnato alla concessionaria dove era stato noleggiato e dove si trova tuttora.
Il giudice, sentito il difensore Nicol Crocetti in sostituzione del collega Mancini, ha assolto il 59enne dall’accusa di violazione colposa dei doveri di custodia di beni sequestrati.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY