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Pedopornografia online - L'accusa vuole 16 anni ciascuno per due imputati, 10 e 7 anni per gli altri - Vittima assistita dal centro antiviolenza Penelope

Tredicenne adescata con app di giochi, chieste quattro condanne per complessivi 49 anni di carcere

di Silvana Cortignani
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L'avvocata Dominga Martines

L’avvocata Dominga Martines

Viterbo – Tredicenne adescata in rete tramite un’app di giochi e costretta a realizzare video a sfondo sessuale, la pm Vittoria Bonfanti ha chiesto al gip del tribunale di Roma due condanne a 16 anni di carcere, una a 10 anni e un’altra a 7 anni di reclusione per pedopornografia.

Gli imputati, tra cui un medico, sono un 44enne originario di Ascoli Piceno, un 33enne dell’isola d’Ischia, un 26enne di Rignano Flaminio e un 23enne di Torino. La vittima è assistita dal centro antiviolenza Penelope.

Gli aguzzini, tra dicembre 2023 e settembre 2024, avrebbero anche minacciato l’adolescente – agganciata col nomignolo di “paratina” sulla piattaforma Roblox, mondo virtuale popolato da bambole, elfi, e pupazzetti – di rivelare tutto se non avesse acconsentito alla loro richieste e di andare a prelevarla a casa, cercando di farle coinvolgere in giochi perversi anche i due fratellini minori, di età inferiore ai 10 anni.

Meno pesante dell’accusa al processo col rito abbreviato, che prevede comunque lo sconto di un terzo della pena, nei confronti dei quattro imputati arrestati dai carabinieri il 17 dicembre 2024, tre mesi dopo la denuncia dei genitori della vittima, parte civile anche per la figlia con l’avvocato Dominga Martines al processo davanti al gip del tribunale di Roma, dopo la richiesta di rito alternativo da parte delle difese all’accoglimento del giudizio immediato che si sarebbe altrimenti celebrato davanti al collegio del tribunale di Viterbo.

A febbraio la prossima udienza.

Silvana Cortignani


Articoli: Tredicenne adescata con un’app di giochi e costretta a realizzare video a sfondo sessuale, un medico e altri tre alla sbarra – Tredicenne adescata con un’app di giochi e costretta a realizzare foto e video pedopornografici


Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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24 gennaio, 2026

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