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Tribunale - Civita Castellana - Imputato di violenza sessuale e maltrattamenti aggravati in famiglia, un padre padrone ma anche fervente uomo di fede

Angelo in chiesa e demonio in casa, accusato di picchiare i tre figli e violentare la moglie

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Alberto Parroccini

Alberto Parroccini, l’avvocato difensore

Gli avvocati Remigio Sicilia e Lilia Ladi

Gli avvocati Remigio Sicilia e Lilia Ladi

Civita Castellana – (sil.co.) – È ripreso lunedì davanti al collegio il processo all’uomo accusato dalla ex moglie di essere “angelo in chiesa, demonio in casa”. 

“Un inferno, picchiava i figli e mi violentava”, ha riferito in aula la vittima alla prima udienza dello scorso 15 settembre. La goccia che ha fatto traboccare il vaso risale al 7 luglio 2024, quando sono intervenuti i carabinieri e la procura.

Imputato di violenza sessuale e maltrattamenti aggravati in famiglia, un marito-padre padrone di Civita Castellana, difeso dall’avvocato Alberto Parroccini, contro cui si sono costituiti parte civile, con gli avvocati Remigio Sicilia e Lidia Ladi, la ex moglie e due dei tre figli maschi della coppia, di 26 e 29 anni, sposata da trent’anni. Non lo ha fatto il più piccolo e spaventato, oggi 23enne, che sarebbe stato la vittima prediletta, cui un giorno è arrivato a dire “non sei figlio mio”.

Sono stati i due figli più grandi a denunciare per primi il padre, a luglio 2024, dopo che li aveva picchiati e minacciati di morte mentre la madre era lontana per accudire la loro nonna gravemente malata.

La difesa ha chiesto la revoca della misura cautelare cui l’imputato è sottoposto da oltre un anno e mezzo, ma sia la parte civile che la pm Aurora Mariotti si sono opposti, per cui il collegio si è riservato. Prossima udienza a giugno. 

Di clima di terrore hanno parlato i figli, uno dei quali da anni lavora fuori d’Italia. Clima di terrore fin da piccolissimi. Ma tra i cattolici osservanti del distretto ceramico l’imputato è noto come uomo di chiesa, che partecipa ai gruppi di preghiera, canta nella corale, fa parte di una sorta di “setta” religiosa. Faceva anche esorcismi in casa, da dove due anni fa è stato allontanato e sottoposto a divieto di avvicinamento.

Il figlio maggiore è quello che ha riportato le conseguenze peggiori. In cura da una psichiatra, in prima media scrisse un tema, acquisito agli atti, “in cui denunciavo le violenze subite da mio padre e dicevo di avere pensato al suicidio”.

“Pretendeva che andassimo in chiesa e agli incontri della ‘setta’, fuori dovevamo essere una famiglia perfetta invece era uno che si ubriacava e ci prendeva a schiaffi e pugni, uno che menava la mamma che ci difendeva prendendola a calci con le scarpe antinfortunistiche. Quando rientrava la sera, da bambini, ci rifugiavamo in cameretta. Ci ha cresciuto e fatti vivere nella paura”.


– Angelo in chiesa e demonio in casa, l’ex moglie “Un inferno, picchiava i figli e mi violentava”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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21 febbraio, 2026

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