Viterbo – Ciambellone della nonna, zuppa inglese, musica e libri: la ricetta della felicità del nuovo punto vendita La pasticceria dei nonni di Casantini.
Virginio e Katia Casantini
Katia e il fratello Virginio Casantini, raccontano la nascita del nuovo punto vendita di via Cairoli con tanto di giardino d’inverno. L’inaugurazione del locale, dove prima era una farmacia, è prevista per giovedì 5 febbraio dalle 18 alle 20,30. Locale che promette di regalare i profumi e i sapori di una volta.
Fu Mario Casantini, più di mezzo secolo fa, insieme a sua moglie Ivonne, ad aprire la prima pasticceria a via Cairoli. Adesso i loro figli stanno dando vita a un punto vendita curato nei minimi particolari, tra vinili, libri, pianoforte e ricordi. Un luogo dove incontrarsi e ritrovarsi, con gli altri e con sé stessi, regalandosi il piacere di una coccola, di un buon dolce. E perché no? Di un grande lusso nella frenesia della vita: un po’ di tempo. Un invito a entrare e a restare nel centro storico. Un faro luminoso acceso, in un quartiere spesso difficile, da due imprenditori pieni di passione per il loro lavoro e di amore per il centro storico.
Katia Casantini
In un periodo dove tanti imprenditori chiudono e se ne vanno dal cuore della città, voi ‘in direzione ostinata e contraria’ decidete di aprire un punto vendita più grande. Come nasce questa idea?
“È vero – dice Katia Casantini -. Noi siamo legati sentimentalmente al centro storico, e non ce ne saremmo mai andati. Poi è capitata l’occasione di fare una cosa ancora più grande e più bella, e quindi abbiamo preso questa decisione. Io comunque nel centro storico ci credo ancora”.
In cosa si differenzia questo punto vendita?
“Innanzitutto ci sono più posti a sedere – spiega Katia Casantini -. Le persone devono essere invogliate a venire, a entrare, a passare del tempo. Senza la fretta, senza fare le cose di corsa. Ecco, l’idea è proprio questa: la pasticceria dei nonni. Uno viene, prende un pezzo di torta, una fetta di ciambellone, di crostata o di zuppa inglese, che era il famoso cavallo di battaglia di papà. Ci saranno i maritozzi con la panna. Uno viene, si siede, ci sarà un giradischi dove si può liberamente mettere un vinile”.
Quindi il vostro è un invito a venire e a stare nel centro storico.
“Sì, brava, esattamente. È proprio questa l’idea”.
Rispetto al punto vendita che avevate qui di fronte, con il quale siete diventati un punto di riferimento del quartiere e di tutto il centro storico, cosa farete di più?
“Sì, sono più di cinquant’anni che siamo a via Cairoli. È proprio questo il concetto. Le persone qui dentro si dovranno sentire a casa e troveranno qualcosa di più. Poi lo vede anche dentro, c’è un pianoforte, un angolo con i libri, dove ci si può sedere e leggere con calma. Ci sarà un bollitore d’acqua sempre a disposizione delle persone, e quindi si potrà scegliere il proprio tè e riempire la propria tazza quante volte vuole. L’idea è che devi sostare, devi rimanere, e ti devi godere il momento con tranquillità e serenità”.
È Virginio Casantini ad aggiungere: “La novità sarà anche il ritorno di un laboratorio che avevamo tolto con l’apertura del punto vendita di Santa Barbara. E invece qui ora torna un laboratorio che sarà specializzato nella pasticceria vegana, nella produzione dei macarons. Delle cose più particolari che magari non abbiamo tempo di fare nella produzione più grande”.
Ci sarete voi qui?
“Sì – rimarca Katia Casantini -, io ci sarò fissa almeno tutto il primo periodo per avviarlo”.
“E io verrò tutte le mattine a fare rifornimento”, aggiunge Virginio Casantini.
Quando avete fatto i lavori l’anno scorso nel punto vendita di fronte c’è stata una forte dedica a vostro padre.
“Ci sarà ancora – dice Katia Casantini -, anzi ci sarà un angolo dedicato a lui e alla nostra famiglia, pensato e scelto con mia mamma”.
Il nuovo punto vendita di Casantini in via Cairoli
A vostro papà sarebbe piaciuto.
“Sì tanto”, dice con gli occhi lucidi Katia Casantini.
I due fratelli si guardano, con le lacrime agli occhi. La voce si spezza, al ricordo di chi, più di cinquant’anni fa, ha iniziato tutto. Loro papà Mario Casantini.
C’è molto di voi quando si entra nei vostri punti di vendita. Sono più di semplici negozi, sembra di entrare nella vostra famiglia, nel vostro mondo.
“Sì è vero, è proprio così. Per noi è importantissima la famiglia, la memoria e il ricordo di chi non c’è più. E c’è un angolo proprio dedicato alle nostre radici”.
Questo quartiere passa spesso alle cronache per eventi negativi. Voi cosa vi augurate per questo quartiere? Che cosa dovrebbe essere fatto?
“Io non mi permetto di dare consigli all’amministrazione – afferma Virginio Casantini -, perché al posto loro non saprei cosa cosa fare. Ma sicuramente ci dovrebbe essere una sensibilizzazione di noi viterbesi. Perché il problema è anche affittare in nero a più persone gli appartamenti. Quando invece potrebbero essere benissimo affittati regolarmente, ad esempio, a studenti, universitari o a famiglie. E questo indipendentemente dall’etnia, che siano famiglie stabili, che lavorano. Mi auguro che sia sempre più un centro storico pieno di famiglie per bene che pensino che vivere nel centro storico sia meglio che vivere fuori”.
Il nuovo punto vendita di Casantini in via Cairoli
La vita nel centro storico è veramente la vita di una comunità di cui tutti si sentono parte. Ci si conosce, ci si saluta, si cresce insieme.
“Sì, questo è assolutamente vero – commenta Katia Casantini -. E questo per noi succede sia con i residenti che con i colleghi delle attività commerciali. Noi qui collaboriamo con tutti, anche con Kamal, della frutteria, perché non ne facciamo una questione di etnia. Ma è giusto che tutte le cose siano in regola e che le regole si facciano rispettare. Il problema che c’è in questa zona dell’immondizia, ad esempio, c’è perché è tutta gente che non è in regola. Perché se uno fosse in regola, metterebbe l’immondizia fuori dal proprio portone di casa”.
Avete chiuso il punto vendita alla Quercia, decidendo di ottimizzare le vostre risorse tutte qui?
“Sì, è esattamente questo il concetto – risponde Katia Casantini -. Abbiamo deciso di concentrarci qui, nel centro storico. Le due persone che lavoravano alla Quercia verranno a lavorare qui”.
Quante persone lavoreranno stabilmente qui?
“Adesso ci lavoreranno fisse sei persone, e mi auguro che ce ne serviranno presto altre due”.
Quanti posti ci sono a sedere?
“Al momento ci sono 12 tavoli, quindi c’è posto per una trentina di persone. E volendo ce ne potremmo mettere di più, però all’inizio voglio partire con 12 tavoli per dare il migliore dei servizi ai clienti”.
Quali saranno le cose di punta che offrirete?
“Tutte le mattine si sforneranno ciambelloni, crostate, maritozzi”.
Che orari farete?
“Fino alle 20 al momento rimarremo aperti, a pranzo ci sarà il salato per il pranzo”.
Perché venire a trovarvi?
“Perché qui ci si rilassa – racconta Katia Casantini -, ci si siede, si fanno quattro chiacchiere, si legge un bel libro si ascolta della buona musica, si mangia un qualcosa fatto veramente in casa al centro. Un locale così non c’era, per questo lo abbiamo voluto. Questa è un’idea controtendenza alla contemporaneità che ci vuole sempre tutti di corsa”.
“Mi piace molto – interviene Virginio Casantini – che ad esempio, un nonno possa portare il nipotino alle cinque a fare merenda qui”.
“Ci saranno delle costruzioni di legno con i colori per i bambini – aggiunge Katia Casantini -, che potranno venire a fare merenda e a giocare. Qui intorno ci sono tanti bambini che vengono a fare merenda nel pomeriggio”.
Come vi è avvenuta l’idea del giardino d’inverno?
“È venuta a me – dice Katia Casantini – quando ho visto il locale. Ho detto ‘è troppo lungo questo locale, deve diventare un portico’. Infatti, come vedi, è pavimentato come se fosse una strada e invita proprio a entrare”.
Quando aprite?
“Inauguriamo giovedì dalle 18 alle 20,30. Vi aspettiamo tutti”.
Irene Temperini
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