Viterbo – (sil.co.) – Avrebbe minacciato una donna disabile al cento per cento con una spranga lunga 75 centimetri. A processo davanti al collegio un 36enne, attualmente ristretto agli arresti domiciliari per altra causa. La parte offesa, nel frattempo, è deceduta.
Carabinieri
Il 18 novembre 2022 avrebbe brandito contro la vittima un’asta di ferro lunga 75 centimetri per 3 centimetri di larghezza. Il processo è entrato nel vivo lunedì davanti al collegio per ascoltare uno dei testimoni del pm Flavio Serracchiani, ovvero il carabiniere che due giorni dopo, il 20 novembre di quattro anni fa, su segnalazione dei servizi sociali, ha sentito la parte offesa e preso la querela.
“La donna, invalida a causa di una discopatia, si è presentata con un’amica e ha portato con sé l’asta, che si trovava nella sua abitazione e che abbiamo posto sotto sequestro”, ha spiegato il militare, sottolineando l’intervento delle assistenti sociali del comune dove è avvenuto il fatto.
Al termine dell’udienza, il processo è stato rinviato a fine settembre per sentire l’ultimo testimone, che non essendosi presentato è stato multato con un’ammenda di 450 euro. Quindi si procederà con la discussione.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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