Viterbo – Molesta una minorenne su un flixbus, condannato a un anno e quattro mesi di reclusione per violenza sessuale con sospensione della pena e non menzione un autotrasportatore 47enne d’origine afghana ma residente in Italia da venti anni. I fatti risalgono alla sera del 5 settembre 2024. Il bus è stato bloccato dalla stradale sull’Autosole, a Civitella d’Agliano. “Mi ha denunciato per razzismo”, si è difeso l’imputato.
Polizia stradale – Immagine di repertorio
All’imputato, per cui la pm Paola Conti aveva chiesto tre anni, sono state riconosciute le attenuanti e l’ultimo comma relativo alla lieve entità del reato di violenza sessuale. Ma dovrà obbligatoriamente frequentare un corso di “recupero”, per quattro mesi, due volte alla settimana, a condanna definitiva.
I fatti risalgono alla sera del 5 settembre 2024, quando il mezzo – partito dalla Grecia alla volta della Germania e poi diretto a Roma – è stato fermato attorno alle 22 dalla polizia stradale in autostrada, direzione sud, presso l’area di servizio Tevere Ovest di Civitella d’Agliano, in seguito alla richiesta di aiuto di una diciassettenne romana, salita verso le 20,30 a Firenze per fare rientro nella capitale.
Sentito davanti al collegio, l’imputato ha negato tutto, accusando la vittima di averlo denunciato per “razzismo”: “Io non ho fatto nulla, dormivo profondamente, ero stanchissimo del viaggio, ero partito da Creta e non vedevo l’ora di arrivare a Roma”.
“Faceva finta di dormire, intanto mi toccava ripetutamente”. La versione della giovane è stata cristallizzata il successivo 18 ottobre in sede di incidente probatorio, quando ha raccontato come fosse seduta vicino al finestrino in ultima fila vicino all’imputato, trovandosi la sua mano tra le gambe all’altezza dell’inguine, nascosta sotto uno zaino.
La giovane ha riferito subito l’accaduto tramite chat a un amico di Firenze, facendo scattare l’allarme all’altezza di Orvieto. Poco dopo il 47enne è stato bloccato dalla stradale all’autogrill e portato in questura. Nessun precedente a suo carico, di alcun genere, ha fatto notare la difesa, puntando il dito contro gli operanti che si sono limitati a identificare gli altri passeggeri, senza interrogarli.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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