Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Nel frattempo è tornato libero dopo tre anni l'ultimo degli imputati ancora sottoposto a misura

Carabiniere picchiato da babygang in discoteca, slitta ancora la testimonianza della vittima

Condividi la notizia:

Viterbo – (sil.co.) – Ancora una trasferta a vuoto per il carabiniere 26enne picchiato a sangue in discoteca nonché accusato falsamente di avere violentato una ragazza. Nel frattempo è tornato libero dopo due anni l’ultimo degli imputati ancora in misura. 


Intervento del 118 - foto di repertorio

Intervento del 118 – immagine di repertorio


Ancora una trasferta a vuoto per il carabiniere 26enne picchiato a sangue in discoteca nonché accusato falsamente di avere violentato una ragazza.

Ieri, dopo tre anni dai fatti, avrebbe dovuto essere il giorno della sua attesa testimonianza come persona offesa. Ma ancora una volta è saltata e dovrà tornare a Viterbo dalla città del nord dove presta servizio, a causa del legittimo impedimento di uno degli imputati per un presunto stato febbrile non meglio specificato, contro cui si è opposto il difensore di parte civile Paolo Delle Monache. ma la richiesta è stata però accolta dal pm e dal collegio, che ha rinviato a fine aprile la sospirata deposizione della vittima.

Presente in aula  l’altro imputato, cui è stata revocata la misura cautelare tuttora in corso dell’obbligo di firma, su richiesta del difensore Maria Cristina Pepe. Era l’ultima ancora in piedi. Ieri avrebbero dovuto essere sentiti anche un poliziotto della mobile e un carabiniere che si sono occupati delle indagini. 

Era la notte tra il 28 e il 29 gennaio 2023 e a processo col giudizio immediato sono finiti tre ventenni, uno dei quali già condannato con l’abbreviato a 3 anni di carcere a giugno 2024 dal gip Rita Cialoni. Due sono stati arrestati a giugno 2023, mentre il terzo, ovvero quello già condannato a tre anni, resosi latitante, è stato bloccato in Lussemburgo ed estradato in Italia il 4 marzo 2024.

Il militare avrebbe dovuto essere sentito lo scorso 23 settembre quando, a causa della diversa composizione del collegio, la testimonianza è slittata a febbraio. I componenti della baby gang, secondo l’accusa, a suon di botte in faccia, avrebbero spezzato due denti al 26enne, fratturandogli anche il naso, con una prognosi di 40 giorni, dopo averlo derubato del telefono cellulare e del portafogli scoprendo che si trattava di un militare.

Tutto per una ragazza minorenne, ex fidanzata di uno degli arrestati, che quella sera avrebbe familiarizzato con il militare, in abiti civili in quanto fuori servizio e anche lui semplice avventore del locale, scatenando la reazione del ventenne che, avendo sorpreso la coppia a scambiarsi effusioni, si sarebbe scagliato contro il rivale col supporto degli amici.

Per quel feroce pestaggio, il successivo 13 giugno furono arrestati dalla squadra mobile due ventenni di Manziana, mentre il terzo componente della banda, anche lui ventenne, d’origine lituana, che si era reso latitante all’estero, è stato bloccato in Lussemburgo, estradato in Italia il 4 marzo 2024 in virtù del mandato di arresto europeo ottenuto dalla procura della repubblica di Viterbo e condotto agli arresti domiciliari nella sua abitazione di Monterotondo.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
4 marzo, 2026

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/tamponamento-tra-due-auto-sulla-teverina/