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Civitavecchia - Sentenza di primo grado - Il reato commesso ai danni di una ragazza all'epoca dei fatti minorenne

Il gestore di una pizzeria condannato a due anni di reclusione per molestie sessuali

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Civitavecchia – Il gestore di una pizzeria condannato a due anni per molestie sessuali. La sentenza di primo grado. Il reato commesso ai danni di una ragazza all’epoca dei fatti 17enne. 

Violenza - Immagine di repertorio

Violenza – Immagine di repertorio


Il gestore di una pizzeria di Civitavecchia di 68 anni è stato condannato in primo grado a due anni di reclusione per il reato di molestie sessuali. L’uomo era accusato di avere molestato sessualmente una dipendente all’epoca dei fatti, nei primi di luglio del 2023, 17enne. 

“In base al capo di imputazione – spiega l’avvocato dell’accusa e della parte civile, l’avvocato Simone Bevilacqua – l’uomo era accusato di aver  schiaffeggiato la ragazza sulle natiche e baciata sul collo durante il servizio in sala. Inoltre di aver proferito ripetutamente nei confronti della giovane frasi sessiste a sfondo sessuale.

Data l’incensuratezza dell’imputato, il tribunale ha concesso le attenuanti e disposto la sospensione condizionale. Tuttavia, trattandosi di reato da codice rosso, per evitare di scontare la pena in prigione l’imputato dovrà, una volta divenuta definitiva la condanna, sottoporsi ad uno specifico percorso di recupero presso enti o associazioni che si occupano di prevenzione, assistenza psicologica e recupero per soggetti condannati per reati sessuali, ottenendo un esito favorevole per tale percorso.

Estrema soddisfazione è stata espressa dalla famiglia della giovane, che ha deciso di sporgere denuncia perché situazioni del genere non avessero a ripetersi nei confronti di altre giovani ragazze”. Il giudice ha disposto in novanta il termine per il deposito della motivazione della sentenza. 

Disposta anche l’interdizione perpetua da qualsiasi incarico nelle scuole di ogni ordine e grado e da uffici o servizi in strutture frequentate da minori. Inoltre, l’imputato è stato interdetto dai pubblici uffici per la durata della pena e sottoposto a misure di sicurezza per un anno dopo l’esecuzione della condanna.

Il tribunale ha infine stabilito il risarcimento dei danni in favore della parte civile, con una provvisionale immediatamente esecutiva di 2mila euro, oltre al pagamento delle spese processuali e legali.


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Presunzione di innocenza. Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.

 

 


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19 marzo, 2026

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