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Tribunale - Assolto un 52enne che ha poi postato il filmato su Facebook - La ex moglie, che si è sentita minacciata, lo ha denunciato

Gira un video sulla tomba della suocera, alla sbarra per violazione del divieto di avvicinamento

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Viterbo – (sil.co.) – Si reca al cimitero di Viterbo sulla tomba della suocera, finisce a processo per violazione del divieto di avvicinarsi a meno di 200 metri ai luoghi abitualmente frequentati dalla ex moglie.


Viterbo - Il cimitero San Lazzaro

Viterbo – Il cimitero San Lazzaro


Imputato un 52enne d’origine sudamericana, in Italia dal 2000, che il 2 ottobre 2020, oltre ad avvicinarsi alla casa familiare da cui era stato allontanato il precedente 13 marzo,  si sarebbe fotografato e avrebbe eseguito un video all’interno del cimitero, sulla tomba della suocera. 

Finito a processo davanti al giudice Jacopo Rocchi, il 52enne, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, mercoledì è stato assolto con la formula più ampia, perché il fatto non sussiste. Cinque anni e mezzo fa era stato chiesto un aggravamento della misura. 

L’imputato, all’epoca, era ospitato  gratuitamente presso una struttura gestita da una onlus nella  frazione di Zepponami all’interno della stazione ferroviaria, col sostegno dei servizi sociali del comune di Montefiascone, in seguito alla denuncia per maltrattamenti in famiglia sporta la primavera precedente dalla ex moglie ai carabinieri. 

Se ne sarebbe dovuto andare entro il 22 settembre, ma non essendosi trovato un lavoro né una diversa sistemazione,  il responsabile era stato costretto a chiederne l’allontanamento, per il suo atteggiamento aggressivo e minaccioso nei confronti degli altri ospiti e degli operatori. 

L’ex moglie si è recata in caserma dopo avere visto su Facebook che l’ex marito aveva pubblicato, sul suo profilo, una sua foto sulla tomba della madre nonché un video di 57 secondi realizzato nello stesso luogo, nel quale il 52enne  pronunciava una frase in portorghese, che la donna riteneva essere una chiara minaccia di morte nei suoi confronti.

L’imputato, indicando col palmo della mano la data di morte della suocera e agitando il dito indice della mano destra, diceva “…un giorno tutti finiremo li..Non sai vivere… Finirai li… Non conta l’orgoglio, l’arroganza e l’ignoranza, è tutto qui… Tutto finirà qui…”. 

Pochi giorni prima, inoltre, il 2 ottobre, il 52enne avrebbe imboccato con la propria bicicletta una traversa della via si Montefiascone dove si trovava la casa familiare, cui gli era stato vietato di avvicinarsi, in una zona isolata e in aperta campagna, poco frequentata e scarsamente illuminata, motivo per cui la ex, per timore di essere aggredita e  impaurita, non era rincasata facendo ritorno a Viterbo e trascorrendo la notte in macchina.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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28 marzo, 2026

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