- Viterbo News – Viterbo Notizie – Tusciaweb – Tuscia News – Newspaper online Viterbo – Quotidiano on line – Italia Notizie – Roma Notizie – Milano Notizie – Tuscia web - https://www.tusciaweb.eu -

Le dice: “La pagherai col sangue”, ma la ex rimette la querela e viene assolto…

Condividi la notizia:

Viterbo – (sil.co.) – È finito due volte a processo per maltrattamenti aggravati in famiglia, con l’accusa di avere picchiato oltre alla moglie 33enne anche il suocero settantenne, che una volta avrebbe minacciato dicendogli: “Io so’ alto criminal, io ti ammazzo”. 


Civita Castellana - I carabinieri

Civita Castellana – I carabinieri


Già condannato a 5 anni. Imputato un 39enne dei Cimini, già condannato il 24 settembre 2024 in primo grado a cinque anni di reclusione, confermati dalla corte d’appello il 23 giugno 2025 e in attesa della cassazione. Difeso dall’avvocato Walter Pela, ieri è stato invece assolto dal collegio presieduto dal giudice Savina Poli. Non luogo a procedere per remissione di querela, dopo la riqualificazione del reato in minaccia semplice.

“Sono famoso per non avere pietà, la pagherai col sangue”. I fatti al centro del processo che si è concluso ieri con l’assoluzione del 39enne sono fino al 4 gennaio 2021. Erano le 15,50 quando l’imputato, ubriaco, ha dato in escandescenze alle poste centrali di Civita Castellana, esternando le sue minacce di morte e scagliandosi anche in caserma contro i carabinieri, che lo hanno fermato poco dopo in una via adiacente. 

Folgorato dall’alta tensione. L’imputato, come è emerso nel corso dell’istruttoria, una ventina di anni fa è stato vittima di un grave infortunio, quando è rimasto folgorato dall’alta tensione e ricoverato per mesi in ospedale. L’accusa, riconoscendo l’alta conflittualità reciproca della coppia, ha riqualificato il reato di maltrattamenti aggravati in famiglia in minaccia aggravata, Il difensore Pella ha chiesto l’assoluzione per remissione di querela, sostenendo la minaccia semplice, riconosciuta dai giudici del collegio. 

Funambolo su balcone della ex. “Quindici anni di inferno”, aveva sintetizzato il suocero, sentito all’udienza del 17 ottobre 2021. La figlia, invece, lo aveva già perdonato, rimettendo la querela. Poche settimane prima di quell’udienza era tornato a cercarla, si era arrampicato sulle inferriate del balcone ed era entrato in casa sua dal balcone. Intervennero i carabinieri e fu sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento e denunciato per violazione di domicilio.

Ex e suocero in ospedale. Padre e figlia, mentre la donna era incinta, sono finiti insieme all’ospedale, la figlia coperta di lividi su tutto il corpo, dopo essere stati picchiati entrambi. Una volta il genero gli avrebbe dato un pugno in un occhio, ferendolo gravemente con l’orologio che portava al polso. Un’altra volta, ubriaco, lo avrebbe preso a schiaffi dopo essere stato bloccato mentre in mezzo alla strada cercava di tirare la grata di un tombino alla moglie. Un’altra gli avrebbe sferrato un calcio in faccia, mancandolo per poco. 


– Botte alla moglie e al suocero che difende la figlia: “Abbiamo vissuto quindici anni di inferno”


Walter Pella

Il difensore Walter Pella


L’altro processo: Minacciava di morte la ex e il suocero, confermati 5 anni in appello –  Minacciava di morte la ex e il suocero, condannato a 5 anni – “Io so’ alto criminal, io ti ammazzo”: minaccia di morte ex e suocero e finisce alla sbarra per stalking – Stalker si arrampica sul balcone di cucina e piomba a casa della ex


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia: