Viterbo – (sil.co.) – “Io so’ alto criminal, so’ un vip”, dice minacciando di morte la ex e il suocero. I messaggi sono finiti sulla scrivania della procura che in quattro e quattr’otto lo ha mandato a processo per atti persecutori.
Nei guai è finito un anno fa, dopo essersi arrampicato sul balcone di cucina ed essere piombato a casa della ex. Il processo con giudizio immediato a suo carico entra oggi nel vivo davanti al collegio del tribunale di Viterbo.
Si tratta di un 37enne residente in un centro dei Cimini sottoposto dal 29 settembre 2023 al divieto di avvicinamento alla parte offesa, in seguito alle gravissime aggressioni attuate anche davanti al figlioletto in tenera età della coppia.
Una volta, sotto Natale, al culmine di un litigio, le avrebbe tirato una palla dell’albero, colpendo il bimbo, che all’epoca aveva pochi mesi.
A carico dell’imputato, accusato di stalking e violazione di domicilio, anche le trascrizioni di una serie di messaggi dai contenuti inquietanti e minacciosi, che avrebbero spaventato a morte i familiari e la vittima, parte civile con l’avvocato Giuseppe Picchiarelli.
“Io so’ un criminale, so’ un vip, io ti ammazzo, ti uccido, e mi hanno pagato pure per farti sparì, 30mila euro, occhio con me ce devi gioca’ poco, io so’ alto criminal, de stampo mafioso, bis 41 bis, vatti a informà”, avrebbe detto al suocero in alcuni vocali che si chiudono con una risata beffarda.
Tutto agli atti, assieme alle accuse per cui rischia di finire in carcere.
– Stalker si arrampica sul balcone di cucina e piomba a casa della ex
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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