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Viterbo - Il non colpo di scena di Filippo Rossi dopo che nei giorni scorsi è tornato a parlare della città e della sua intuizione d'aprire la torre civica, che si sta realizzando - Per ora di politica continua solo a scrivere ma c'è tempo...

“Non mi sto candidando a nulla e non sto aprendo nessuna campagna elettorale”

di Giuseppe Ferlicca
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Viterbo – “Non mi sto candidando a nulla e non sto aprendo nessuna campagna elettorale”. Da Filippo Rossi arriva il (non) colpo di scena.

Non è passato inosservato, l’attivismo da parte del giornalista, ideatore del movimento civico Viva Viterbo, nel tornare a parlare del capoluogo, dopo un lungo silenzio. Mossa che più di uno ha interpretato come la volontà di ritornare nell’agone politico.


Viterbo - La torre di piazza del comune - Filippo Rossi

Viterbo – La torre di piazza del comune – Filippo Rossi


Una scelta che poteva essere motivata dall’amore per la città e forse pure da una dose d’incoscienza, non conoscendo forse a fondo, a che livello è arrivato il dibattito politico cittadino. Le due corsie di porta Romana che sono tre, tanto per fare un esempio.

Accesa la curiosità, Rossi pare volerla velocemente spegnere.

“Voglio essere ancora più chiaro – dice Rossi – non mi sto candidando a nulla e non sto rilanciando nulla. Non sto aprendo nessuna campagna elettorale”. Dopo l’ultima, che ormai risale a 8 anni fa.

“Dopo il fallimento di Caffeina (colpa mia? Sì, anche mia e ho provato a spiegarlo in molte occasioni, pubbliche e private) mi sono chiuso in me stesso: senso di colpa, isolamento, vergogna. Anche frustrazione.

Avevo sognato di cambiare Viterbo, e quel sogno si è schiantato contro la realtà. Sono stato male. Molto male”.

Il che non gli ha impedito di pensare. E ripensare. “Rimettere in fila ciò che ho fatto, ciò che non ho fatto, ciò che farei e ciò che non rifarei. Le mie idee sulla città restano mie, certo. Ma a un certo punto ho capito che tenerle dentro non serve a nulla. Meglio metterle fuori, per chi ha voglia di ascoltarle.

A chi mi odia dico solo questo, capisco. Perdonare gli errori non è facile e spesso non è nemmeno previsto. Così come raramente si riconosce ciò che di buono è stato fatto. Pazienza. Non è quello il punto.

Non lo faccio solo per la città, se devo essere sincero. Lo faccio anche per me. Per non chiudere definitivamente con il luogo in cui vivo e che, comunque, continuo ad amare”.

Pensare la città per la città, ma non con una scadenza politica. Quindi un libro, o chissà cosa.

Di ragioni se ne dà più di una. “Le persone che mi scrivono e mi dicono che qualcosa manca. La passione per la scrittura e per la politica, che mi ha portato a mettere nero su bianco un’idea di città possibile”.

E poi, una ragione molto più palpabile. “Una spinta più personale, forse persino narcisistica, vedere una mia intuizione, la riapertura della torre civica, ripresa da altri. Senza rancore, ma è stata la scintilla. E allora eccomi qui”.

Alle elezioni comunali manca un anno e più. Filippo Rossi assicura che il suo impegno sarà solo da leggere. Da eleggere, chissà.

Giuseppe Ferlicca


Articoli: Filippo Rossi: “Sono tornato…”– Torre civica visitabile entro l’anno


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26 marzo, 2026

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