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Tribunale - In frantumi la vetrata di un'abitazione dentro porta Romana - Imputato fermato al corso

Cacciato di casa prende il portone a sassate e scappa, bloccato dalla polizia

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Viterbo - Polizia in centro

Viterbo – Polizia in centro

Viterbo – (sil.co.) – Caccia di casa il coinquilino diventato “scomodo” e chiama in supporto la polizia. Lui nel frattempo gli ha distrutto a sassate la vetrata dell’ingresso. 

È successo il 25 luglio 2021 in via san Tommaso, dentro porta Romana, dove al loro arrivo gli agenti hanno trovato due stranieri che discutevano animatamente e il padrone di casa, locatario dell’abitazione, che metteva fuori della porta i bagagli del connazionale, finito a processo per avere preso a sassate la porta d’ingresso a vetri, mandandola in frantumi.

Alla vista degli agenti, il cacciato di casa sarebbe scappato, cercando di far perdere le proprie tracce, ma poco dopo è stato rintracciato e fermato dalla polizia in corso Italia. “Abbiamo saputo che l’inquilino dell’appartamento, deciso a sloggiare l’ospite che non se ne voleva andare, gli aveva fatto le valigie e le aveva messe fuori della porta, chiudendosi in casa. Al che l’altro ha cominciato a tirare delle pietre contro l’ingresso, sfondando la porta a vetro. Abbiamo sentito dei colpi e poi è scappato”, ha spiegato uno degli operanti intervenuti sul posto.

Per chiudere il processo sarebbe necessario sentire se la vittima vuole rimettere la querela contro l’imputato, difeso dall’avvocato Remigio Sicilia. Sempre che sia rintracciabile, perché forse è andato all’estero. Se ne riparla in autunno.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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6 aprile, 2026

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