Viterbo – (sil.co.) – Gioielli ordinati online e pagati con carte di credito farlocche, prima di procedere con la discussione il giudice Jacopo Rocchi ha chiesto all’accusa di specificare meglio le contestazioni, secondo cui l’imputata, oltre all’orologio di modesto valore per cui è stata colta in flagrante dalla polizia postale presso un punto vendita del capoluogo, avrebbe pagato oltre 4600 euro di preziosi con lo stesso modus operandi.
Polizia postale
È stato quindi rinviato a dopo l’estate il processo a una giovane mamma 27enne di Capodimonte, ma domiciliata a casa della suocera a Blera, finita nei guai quattro anni fa.
La donna, difesa dallo studio Massatani, è stata sorpresa dalla Polpost presso il punto vendita viterbese di una nota catena di gioielli mentre ritirava – col figlio neonato in braccio – un orologio del valore di circa 200 euro, ordinato online con carta di credito farlocca.
Era circa mezzogiorno del primo giugno 2022 mentre, con il figlio di un mese in braccio e la suocera appresso, si faceva consegnare uno dei due orologi che aveva ordinato, fermata in flagrante dalla polizia postale, che stava indagando su un caso di presunte manovre finanziarie fraudolente ai danni della catena.
Al di là del modesto valore dell’articolo, la giovane è finita a processo perché nel corso delle successive indagini sono emersi ulteriori oggetti preziosi della medesima catena comprati col trucco, per un valore complessivo superiore ai 4.600 euro.
Articoli: Paga online orologio con carta di credito farlocca, ma al punto vendita trova la Polpost– Oltre 4.600 euro di gioielli pagati con carte di credito farlocche, giovane mamma nei guai
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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