Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Montecchio - Come il cibo può diventare da peggior nemico ad alleato prezioso

Fondazione Cotarella, i laboratori di cucina secondo il narratore gastronomico Paolo Vizzari

Condividi la notizia:

Montecchio – Necessario riscoprire il cibo con il senso di meraviglia di quando eravamo bambini.

Narratore gastronomico e figlio darte, Paolo Vizzari, fin da giovanissimo, collabora con il padre Enzo alla Guida “I Ristoranti d’Italia dell’Espresso” e alla rubrica “La Tavola de L’Espresso”. La sua narrazione della cucina, che da anni porta avanti su importanti testate nazionali, dalla carta stampata alla tv e alla radio, non è quella tecnica, che arriva quasi a sezionare il cibo per raccontarne ogni dettaglio. Piuttosto, racconta il lato umano del cibo, la convivialità che su di esso si fonda, e le storie che lo contraddistinguono.

Il narratore gastronomico Paolo Vizzari

È ciò che fa anche in occasione dei laboratori di cucina che Fondazione Cotarella organizza in varie città e ristoranti in Italia, a cui Paolo partecipa per portare la sua testimonianza personale del rapporto con i Disturbi della Nutrizione e dell’Alimentazione, ma soprattutto per raccontare come il cibo possa diventare da peggior nemico un alleato prezioso del proprio benessere e del proprio sviluppo personale. Proprio come è accaduto a lui.

Che cosa rappresenta per te entrare in una cucina insieme a ragazzi che vivono un rapporto complesso con il cibo?
A livello personale è un cerchio che si chiude, perché mi aiuta a tenere vivo il ricordo dei momenti più difficili legati alla malattia, ma al tempo stesso mi permette di offrire ad altri la mano tesa, nuda e semplice, che avrei voluto io. Se allargo lo sguardo penso sia il progetto legato alla cucina verso cui provo maggior affetto, perché pur non sostituendosi alla scienza credo abbia portato negli anni un podi leggerezza e qualche ora di condivisione a ragazzi e ragazze che tra una visita e un esame rischiavano di dimenticarsi quanto è bello ridere mentre ci si tira una manciata di farina.

Il narratore gastronomico Paolo Vizzari

Il tuo rapporto con il cibo è cambiato. Quando hai capito che lo sguardo poteva cambiare?
Crescendo, tra sedute dallo psicologo e lapertura graduale a parlarne con gli altri, compresi quanto fossi stato fortunato a sopravvivere a quel periodo. Allora provai a girare quellossessione per il cibo da incubo a sogno, e mi resi conto che il fatto di non riuscire a guardare un boccone senza computarne grammatura, caratteristiche e apporto calorico (come un robot da cucina) poteva diventare uno strumento utile per fare divulgazione. Ho provato a convertire un carro armato in un carretto dei gelati, e per fortuna ha funzionato.

Cosa accade quando il cibo smette di essere individuale e diventa qualcosa da fare insieme?
Ci stiamo abituando troppo a parlare di cucina con freddezza tecnica oggettiva, togliendogli poesia e gran parte del suo potere rituale. Il cibo e la musica sono i due grandi linguaggi universali che possono aprire un confronto tra persone senza il minimo punto in comune, ma solo se non le guardiamo come somma di ingredienti o di note. Il primo ingrediente di ogni ricetta è il ricordo di chi ce lha insegnata, e lultimo è lospite per cui la stiamo cucinando. Senza persone, nulla di tutto questo avrebbe il minimo senso.

Il narratore gastronomico Paolo Vizzari

Durante i laboratori di cucina non si parla di dieta o di regole, che linguaggio si usa per parlare di cibo?
Evitiamo qualsiasi argomento che faccia pensare al cibo come qualcosa di freddo, distaccato, misurabile. Cerchiamo invece di illuminarlo con la passione degli chef che ci ospitano, riportandolo al senso di meraviglia con cui lo si guarda da bambini, prima di cominciare ad appesantirlo con pregiudizi o pressioni sociali. E i grandi cuochi sono i migliori ambasciatori possibili per trasmettere la magia dietro una polpetta.

Raccontare il cibo può cambiare il modo in cui lo viviamo?
Deve farlo. Negli ultimi 50 anni abbiamo assunto talmente tante posture storte mentre ne parlavamo che oggi ci troviamo a trattarlo come un nemico da cui difenderci. Ogni giorno spuntano nuovi dubbi cancerogeni su qualche prodotto e viviamo terrorizzati scartando un alimento dopo laltro. Io preferisco cercare e promuovere modelli felici, invece di usare le stesse energie per commentare quelli sbagliati finendo indirettamente col promuoverli. Nel comparto del cibo italiano si trovano veri miracoli di natura e artigianato, proteggiamoli coi fatti e non solo con gli slogan.

Il narratore gastronomico Paolo Vizzari

Se potessi lasciare un pensiero da portare fuori dai laboratori di cucina, quale sarebbe?
La paura e i disturbi alimentari sono due mostri che vivono e crescono mangiando i nostri dubbi, convincendoci che siamo inadeguati e deboli. A volte basta parlare a cuore aperto con un amico per renderci conto di come in realtà le emozioni che viviamo siano simili a quelle di tanti altri. E nel momento che capiamo di non essere sbagliati, cominciamo il nostro vero cammino per liberarci fino a diventare quello che vogliamo. 

Per conoscere tutti gli appuntamenti con i laboratori di cucina di Fondazione Cotarella è possibile richiedere informazioni via mail all’indirizzo info@fondazionecotarella.com o seguire le pagine social della Fondazione.

Il narratore gastronomico Paolo Vizzari


 


Condividi la notizia:
15 aprile, 2026

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/e-il-nostro-primo-natale-facciamoci-un-in-bocca-al-lupo/