Bolsena – (sil.co.) – “La droga era per un mio amico che voleva fare affari a un rave party”. Si è difeso incolpando un altro, ieri davanti al giudice Carol Ruggiero, il 24enne arrestato in flagranza la sera del 6 agosto dell’anno scorso a Bolsena dalla guardia di finanza e tuttora agli arresti domiciliari per una presunta super attività di spaccio.
Guardia di finanza – Droga e materiale sequestrati
Per lui, perquisizione domiciliare e personale, che ha permesso di rinvenire circa 120 grammi di marijuana, più di un chilo e duecento grammi di hashish (suddivisa in 10 panetti e 19 ovuli), oltre 155 grammi di cocaina, due telefoni cellulari, un bilancia digitale nonché denaro contante per un importo di oltre 400 euro.
Il giovane, sorpreso dai militari dopo che aveva consegnato la somma di 8.400 euro ai corrieri e ritirato la droga in un parcheggio sterrato di Bolsena, in aula ha scaricato tutto su un coetaneo, che sarebbe stato il vero acquirente e destinatario dello stupefacente.
I soldi non sarebbero stato suoi. “Quel giorno – ha riferito l’imputato, difeso dall’avvocato Angelo Di Silvio – è venuto a casa mia con suo fratello minorenne, consegnandomi in due tranche 5mila e 3mila euro, mentre i 400 euro erano miei, per acquistare da lui 60 grammi di erba e 10 grammi di cocaina a prezzo scontato. Quando la finanza mi ha fermato sotto casa, ha visto tutto, perché era seduto al bar col fratello”.
Bolsena – Guardia di finanza
Sarebbe stato l’amico, con cui da ragazzino si faceva le prime canne al parco, la mente dello spaccio.
“È un genio dell’informatica, conosce tutte le app, per lui la droga era un lavoro. Lui comprava e io prendevo da lui il fumo, mezz’etto o un etto alla volta perché era più conveniente. Per alzare 100 euro a volte ne cedevo un po’ agli amici, ma mi mantenevo facendo mille lavori”.
“Ho scoperto da lui Telegram, Signals e Scred – ha proseguito il 24enne – basta che scrivi ‘erba’ e ti compaiono nomi, mercato, listini dei prezzi. Io ero nel gruppo, ma i soldi erano i suoi. L’appuntamento al parcheggio sterrato per la consegna è stato preso tramite chat. Hanno scelto loro il posto e mentre stavano arrivando, mi hanno inviato un messaggio. Lo scambio è avvenuto sull’auto. I soldi erano in una busta, mentre lo stupefacente l’ho infilato in uno zaino-marsupio. Cinque secondo dopo mi hanno fermato”.
In casa i militari gli hanno trovato anche indumenti e documenti riconducibili all’amico e al fratello, ma l’amico, dopo l’arresto, si sarebbe defilato. “Solo dopo diversi giorni, mentre ero in carcere, è andato a trovare mia madre e la mia compagna, per sapere se avevo parlato e cosa avevo detto, offrendo loro dei soldi e scrivendo in un bigliettino che era pronto a dare una mano per l’avvocato e per la spesa”. Compagna e madre, testimoni per la difesa, hanno confermato la sua versione.
A giugno la discussione.
Articolo: Resta in carcere l’uomo trovato con oltre un chilo di droga, convalidato l’arresto – Più di un chilo di hashish, 155 grammi di cocaina e 120 di marijuana: arrestato per spaccio
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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