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Tribunale - Arrestato dai carabinieri per evasione, pochi minuti dopo la covalida è stato raggiunto da un ordine di carcerazione del tribunale di sorveglianza

Sorpreso in giro col motorino invece che ai domiciliari, finisce in carcere

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Oriolo Romano – (sil.co.) – Ristretto ai domiciliari, si fa beccare in giro cn lo scooter e finisce in carcere. Non perché domenica pomeriggio si sia fatto arrestare per evasione, ma perché non era la prima volta che se ne andava spasso al di fuori degli orari consentiti.


Carabinieri - Immagine di repertorio

Carabinieri – Immagine di repertorio


È costato caro a un 43enne detenuto agli arresti domiciliari il vizietto di non rispettare gli orari di permesso che gli erano stati concessi dal tribunale di sorveglianza di Roma, ovvero dalle 8 alle 10 dl mattina e dalle 16 alle 18 di pomeriggio.

Lo scorso 12 aprile, dopo numerose violazioni, è stato arrestato in flagranza per evasione dai carabinieri della stazione di Oriolo Romano, che lo hanno sorpreso in giro con il motorino alle 18 e otto minuti di domenica pomeriggio, quando il 43enne avrebbe dovuto trovarsi ai domiciliari nella sua abitazione. 

Comparso lunedì in tribunale per la direttissima, l’imputato, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, si è visto convalidare l’arresto per evasione dal giudice Carol Ruggiero, la quale, nonostante la recidiva reiterata specifica infraquinquennale, non ha disposto alcuna misura, rinviando gli atti al tribunale di sorveglianza, che aveva disposto i domiciliari coi permessi di uscita, perché decidesse se optare per un aggravamento oppure per la revoca della misura.

Se non che il tribunale di sorveglianza di Roma, proprio alla luce delle plurime segnalazioni fatte in precedenza dai carabinieri, aveva già deciso per l’aggravamento della misura, disponendo il trasferimento in carcere del 43enne con un’ordinanza, giunta pochi minuti dopo la celebrazione dell’udienza. 


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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15 aprile, 2026

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