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Tribunale - I fatti tra San Pellegrino e Pianoscarano - L'avvocato di parte civile spiega perché il processo non è stato inutile

Picchia la moglie davanti al figlio di 5 anni, assolto dall’accusa di maltrattamenti

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Viterbo –  (sil.co.) – Picchia la ex davanti al figlioletto di cinque anni, ieri è stato assolto dall’accusa di maltrattamenti aggravati in famiglia perché la conflittualità della coppia era reciproca mentre per il reato di lesioni è stato disposto il non luogo a procedere in quanto la donna non ha sporto querela. 


Viterbo - La polizia all'ospedale Santa Rosa

Viterbo – La polizia all’ospedale Santa Rosa


I fatti sono avvenuti nel cuore del centro storico medievale di Viterbo, tra i quartieri di San Pellegrino e Pianoscarano, dove all’epoca la coppia viveva col bambino. 

Due gli episodi di violenza domestica contestati all’imputato, un 46enne originario dello Sri Lanka, che avrebbe fatto finire la moglie due volte all’ospedale, con prognosi di 10 e 30 giorni, il primo luglio 2023 e il 26 luglio 2024, quando, in seguito all’intervento della polizia, è stato sottoposto alla misura dell’allontanamento col divieto di avvicinamento, revocati ieri dopo la sentenza del collegio. Presunta vittima una connazionale 43enne, parte civile con l’avvocato Simone Bernini.

Il legale, a fronte della richiesta di assoluzione della pm Veronica Buonocore, ha voluto sottolineare, pur chiedendo la condanna, come il processo, col giudizio immediato, non sia stato inutile. “L’imputato – ha spiegato al collegio – ha cambiato atteggiamento, iniziando un percorso virtuoso con i servizi sociali, mentre lei studia italiano e il figlio frequenta con regolarità le scuole elementari”.


– Picchia la ex davanti al figlio di cinque anni, subito a processo per violenza domestica


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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8 maggio, 2026

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