Ronciglione – Quindicenne violentata al parcheggio: “È stato il padre dell’ex fidanzato della sorella”. Dopo la sofferta testimonianza dei genitori, ieri anche il fratello e la sorella, di 20 e 22 anni, hanno confermato il racconto degli abusi subiti la notte tra il 20 e il 21 gennaio 2025 da una minorenne di Ronciglione, in seguito ai quali la famiglia, d’origine sudamericana, si è trasferita a Roma, mentre lei è stata trasferita in casa famiglia. Imputato di violenza sessuale pluriaggravata un quarantenne, amico della famiglia dal 2019, quando la vittima era ancora una bambina.
Aggressione – Foto di repertorio
Genitori parti civili. “Noi eravamo andati a una festa di compleanno in discoteca, mentre lei era andata a cena coi nostri genitori e al ritorno si erano fermati al bar sotto casa, dove lo hanno incontrato”, hanno spiegato il fratello e la sorella al collegio presieduto dal giudice Francesco Oddi, interrogati dalla pm Veronica Buonocore. Padre e madre sono parte civile con l’avvocato Daniele Nobili, mentre l’imputato è dofeso dagli avvocati Caterina Boccolini e Monica Fortuna.
La scusa della canna. “Lei era alticcia perché aveva bevuto birra durante la cena e al bar. Lui le ha proposto di farsi una canna insieme al parcheggio, così lei si è allontanata facendo finta di andare a casa, invece lo ha raggiunto e l’ha violentata”, hanno proseguito, spiegando che l’imputato si comportava nei suoi confronti in modo viscido.
“Ci provava, le faceva avance”. “Le diceva che era la più bella, che l’avrebbe messa nel congelatore in attesa che diventasse maggiorenne così potevano stare insieme”, ha detto la sorella. “La mattina del 21 gennaio, quando siamo tornati a casa con mio fratello – ha aggiunto – mi sono insospettita, ho pensato che potesse essere successo qualcosa tra loro, perché lui veniva da sotto casa nostra e mia sorella era appena rientrata, ma non ho detto niente. Poi lei, dopo un paio di settimane, mi ha confidato che quella sera lei aveva bevuto e lui ne aveva approfitto per avere un rapporto sessuale. L’ho detto prima a mio fratello e poi a nostra madre”.
L’imputato se ne sarebbe vantato in giro. “Lo sapevano tutti, pure il mio ex fidanzato, suo figlio. Sono anche venuti sotto casa per dirci di ritirare la querela”, hanno detto i fratelli. Il padre e la madre, che ne avrebbero avuto timore, si sono trasferiti a Roma, il tribunale per i minori ha sospeso loro temporaneamente la potestà genitoriale e la quindicenne, sottoposta a incidente probatorio, è stata trasferita in casa famiglia, dove si trova tuttora.
Il processo è stato rinviato per sentire l’ultimo testimone e la discussione.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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