Viterbo – Scritte sui muri contro le forze dell’ordine e inneggianti al consumo di droga, a processo davanti al giudice Jacopo Rocchi uno dei due giovani identificati dalla Digos grazie ai filmati di un negozio.
È successo la notte tra il 5 e il 6 giugno 2021 in via della Parrocchia, una traversa di via San Luca, nel cuore del centro storico di Viterbo.
Si tratta di un 24enne, difeso dagli avvocati Marco Valerio Mazzatosta e Luca Ragonesi, imputato di per imbrattamento e oltraggio a corpo politico, amministrativo e giudiziario.
Viterbo – Scritte sul muro contro le forze dell’ordine
La Digos ha acquisito due video: in uno si vedono un gruppo di giovani, tra cui alcuni minorenni, che la sera del 5 giugno imbrattano di scritte le pareti, mentre nell’altro, la mattina successiva, si attaccano alle sbarre e sputano sulla porta del negozio tentando di forzarla.
“Nessun dubbio sull’identità dell’imputato – ha detto in aula un poliziotto della Digos – li conoscevamo e li abbiamo trovati poco dopo vestiti allo stesso modo”.
Il 24enne, che all’epoca aveva 18 anni, è stato interrogato davanti al giudice su richiesta della difesa. Nel frattempo, a distanza di cinque anni, ha cambiato giro e cambiato completamente vita:.
“Vivo con mia madre e sto per laurearmi in scienze infermieristiche, non farei mai più una cosa del genere. Quella sera trovammo sul posto le bombolette spray e ci venne da fare quella che per noi ragazzini era una goliardata, che appartiene a un passato lontano. Ora penso solo alla laurea e al mio futuro lavorativo”, ha detto preoccupato per le eventuali ripercussioni.
Il pentimento e la consapevolezza del gesto furono immediati. “Io e l’altro ragazzo maggiorenne abbiamo ripulito insieme il muro e rimediato al danno”, ha concluso. A giugno discussione e sentenza.
Viterbo – Scritte sul muro contro le forze dell’ordine
– Scritte sui muri contro le forze dell’ordine, denunciati due ragazzi
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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