Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Non più investimento per il futuro, la scuola statale è diventata un luogo dove operare tagli di personale, di cattedre e di risorse, per fare “economia”. I tagli, motivati dal calo demografico, sono ufficialmente determinati dai dimensionamenti e dagli accorpamenti di scuole, cosa che, a detta dell’amministrazione, impone una razionalizzazione delle risorse, anche umane.
Razionalizzare l’esistente potrebbe essere condivisibile, se questo non ricadesse sul buon andamento delle scuole, quelle reali non quelle fittizie degli atti amministrativi.
Tuttavia, il taglio del personale Amministrativo, tecnico e ausiliario (Ata), che nella provincia di Viterbo si traduce per l’anno scolastico prossimo in undici posti in meno, spalmati in diversi comuni, ricadrà inevitabilmente sulla gestione delle scuole, dove il personale Ata svolge un ruolo strategico per il buon funzionamento delle scuole, anche in termini di gestione amministrativa già molto pesante per ciascuna segreteria, ma soprattutto per la sorveglianza dei plessi scolastici.
Con classi sempre più numerose e complesse per composizione, infatti, il personale Ata ha un ruolo indispensabile alla gestione della quotidianità scolastica, soprattutto nella scuola che si vorrebbe aperta al territorio come polo didattico ma anche culturale e di aggregazione.
Sempre più impegnate in attività straordinarie, le scuole hanno bisogno di maggiore personale, non di tagli, per garantire la qualità del servizio, la custodia, la gestione e la sicurezza degli ambienti.
Sempre più caricato di responsabilità pratiche, civili e penali, inoltre, il personale scolastico ha il diritto di operare in serenità e senza pressione, cosa impossibile in situazioni di sottostima numerica rispetto alle necessità reali e ad ambienti, pratiche e richieste burocratiche che aumentano a dismisura.
Inoltre, vorremmo ricordare che i tagli influiscono direttamente sull’occupazione, aspetto già critico nel paese come nella nostra provincia, andando nella direzione opposta a quella che sarebbe da intraprendere, pensando sì ai lavoratori ma anche all’importanza strategica dei settori interessati, tra cui la scuola, dove le logiche di contenimento di spesa sono la peggiore delle scelte possibili, soprattutto se ciò ricade su tutte le criticità già presenti fin qui esposte.
Valeria Bruccola
Segretaria della Federazione provinciale di Sinistra Italiana-Avs
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