Viterbo – Sono almeno 23 le persone rimaste intossicate nell’incendio divampato intorno alle 20 nel carcere di Mammagialla: 17 detenuti e sei agenti della polizia penitenziaria.
I soccorritori dell’Ares 118 hanno trasportato sette persone all’ospedale di Viterbo: una in codice rosso e sei in codice giallo. Non è stato precisato se la persona ricoverata in condizioni più serie sia un detenuto o un agente.
Altre dieci persone sono state assistite direttamente all’interno della casa circondariale: una è stata classificata in codice giallo e nove in codice verde. Secondo le prime informazioni, si tratterebbe di detenuti.
Nel bilancio complessivo risultano inoltre sei agenti della polizia penitenziaria intossicati. Al momento non sono stati forniti ulteriori dettagli sulle loro condizioni e sull’eventuale trasferimento in ospedale Santa Rosa, il cui pronto soccorso è stato impegnato per ore.
Il rogo è scoppiato nella sezione precauzionale del penitenziario ed è stato posto sotto controllo grazie all’intervento dei vigili del fuoco. Il reparto interessato dalle fiamme sarebbe stato evacuato.
Secondo le prime ricostruzioni, l’incendio potrebbe essere di origine dolosa e sarebbe stato appiccato da alcuni detenuti del reparto speciale. La dinamica e le eventuali responsabilità sono ancora in corso di accertamento.
Per quanto riguarda gli intossicati a seguito dell’incendio di ieri sera, come spiegato da Massimo Costantini (Fns Cisl,) quasi tutti sono stati dimessi, restano in osservazione un detenuto e un agente.
Articoli: Costantino (Fns Cisl Lazio): “L’incendio a Mammagialla richiama nuovamente il dibattito sul sovraffollamento nelle carceri” – Incendio nel carcere di Mammagialla, 20 detenuti intossicati – In fiamme il carcere di Mammagialla, rogo nella sezione precauzionale
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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