Viterbo – (sil.co.) – Imputato di maltrattamenti in famiglia nei confronti dei genitori, un giovane tossicodipendente è stato assolto per totale vizio di mente ma è stato sottoposto alla misura di sicurezza personale del ricovero in Rems per due anni.
Secondo la perizia psichiatrica, affidata dal giudice Jacopo Rocchi al dottor Giuseppe Del Signore, sarebbe stato totalmente incapace di intendere e di volere al momento dei fatti, in seguito all’assunzione di stupefacenti e alla psicosi che ne è derivata, per cui fino a ieri era ancora sottoposto agli arresti domiciliari. In aula, al suo posto, erano presenti i genitori, al fianco del difensore Luca Paoletti.
Il perito, sottolineando come l’imputato non abbia alcuna intenzione di interrompere la dipendenza, preferendo il carcere alla comunità, ha consigliato un ricovero coercitivo presso una struttura a doppia diagnosi, indicando come ideale la collocazione dell’imputato in una Rems (residenza per l’esecuzione delle misure di sicurezza). pur nella consapevolezza delle difficoltà a trovare un posto disponibile in tempi rapidi.
Il pubblico ministero Michele Adragna, concludendo per la non imputabilità del giovane, ha chiesto la revoca dei domiciliari, se sarà ricoverato in Rems. Il giudice Rocchi, prendendo atto della situazione, ha assolto l’imputato, applicando la misura di sicurezza personale in Rems per due anni.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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