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Tribunale - Imputato di maltrattamenti aggravati un muratore

Minaccia di uccidere la moglie a coltellate, ma per i testi della difesa: “Era un brav’uomo”

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Viterbo – (sil.co.) – Il marito, un muratore albanese cinquantenne, l’avrebbe terrorizzata, minacciandola di morte con uno dei più sanguinosi femminicidi commessi nella Tuscia: “Ti faccio fare una fine peggiore della donna albanese uccisa a coltellate a Sutri”. La coppia sarebbe stata insieme 23 anni, gli ultimi 3-4 dei quali sarebbero stati per i familiari un inferno.


Violenza sulle donne - foto di repertorio

Violenza sulle donne – foto di repertorio


Minacce col coltello. Un atroce delitto che risale  all’11 novembre 2014, quello evocato dall’uomo nel 2022, anno caratterizzato da una escalation di violenze, culminate il 18 dicembre di quattro anni fa in un feroce pestaggio, sfociato in una denuncia per maltrattamenti aggravati in famiglia, in seguito al ricovero della donna per tre giorni all’ospedale di Viterbo. In quell’occasione avrebbe minacciato la moglie e i due figli, il più piccolo ancora minorenne, con un coltello da pane lungo 28 centimetri con lama di 15 centimetri. 

“Fai sesso con tuo figlio”. Presunta vittima una connazionale 44enne, parte civile assieme ai figli con l’avvocato Andrea Marinelli del foro di Viterbo, mentre l’ex è difeso davanti al collegio del tribunale di Viterbo dall’avvocato Maria D’Andria del foro di Roma. Un mese prima, a novembre 2022, sempre davanti ai figli, l’avrebbe costretta a dormire in macchina dopo averla cacciata di casa, gettando per strada i suoi vestiti. Sarebbe anche arrivato a insinuare : “Fai sesso con tuo figlio”.

Marito e padre padrone. L’imputato secondo la parte offesa, sentita in tribunale il 18 febbraio 2025, sarebbe sempre stato geloso, possessivo, un marito e padre padrone, che negli ultimi anni di matrimonio non avrebbe perso occasione per darle della puttana, percuoterla e minacciarla di morte.

“Una bravissima persona”. Secondo i due testimoni della difesa, un collega idraulico e un ortopedico romano per cui svolse dei lavori a casa nel 2022, sentiti martedì davanti al collegio presieduto dal giudice Savina Poli, l’imputato sarebbe un bravissima persona, che all’epoca dei fatti peraltro avrebbe anche avuto seri problemi di salute. 

“Vittima di una feroce  rapina e di un infortunio”. “In quei mesi – hanno detto entrambi – ha subito una violentissima aggressione da parte di rapinatori che si erano introdotti in casa, riportando una grave ferita alla testa e la frattura di tutte le dita delle mani, mentre prima di Natale è stato vittima di un infortunio sul lavoro, cadendo da una scala, che gli ha provocato una frattura scomposta della clavicola e costretto a camminare con la stampella”. 

“Un lavoratore instancabile”. A detta loro, l’imputato sarebbe stato un lavoratore instancabile, “il primo ad arrivare nei cantieri e l’ultimo ad andare via”, ma dopo gli incidenti non sarebbe stato più lo stesso uomo di prima. “Tra giugno 2022 e settembre 2023 – ha riferito il medico – mi ha chiesto se sapessi di una casa in affitto a Roma, perché voleva trasferirsi, ma non so per quali ragioni volesse allontanarsi dalla famiglia”,

Manca la sua versione. Il cinquantenne, il cui esame era saltato lo scorso 6 ottobre per un presunto ricovero non documentato, la notte stessa, in un pronto soccorso della capitale, è stato riammesso all’interrogatorio su richiesta della difesa, ma non essendo presente in aula sarà sentito alla prossima udienza, quando potrà fornire la sua versione.


Articoli. Terrorizzata dal marito: “Ti faccio fare una fine peggiore della donna uccisa a coltellate a Sutri” – Minacciava di uccidermi a coltellate e diceva che facevo sesso con nostro figlio”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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10 luglio, 2026

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