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Tribunale - L'accusa aveva chiesto una condanna a due anni di reclusione

Non furono maltrattamenti ma ingiurie, ex marito assolto

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L'avvocato Roberto Fava

Il difensore Roberto Fava

Caprarola – (sil.co.) – Non furono maltrattamenti ma ingiurie, ex marito assolto. “Mò vedi tu quello che ti faccio passare, passerai dei guai se non mi dai i documenti, per te non ti do nemmeno un centesimo, ma che sei scema, non dovevi farlo, io non facevo sul serio”.  È così che è finito a processo davanti al collegio, per maltrattamenti in famiglia aggravati dalla presenza dei figli minori, un 48enne d’origine romena di Caprarola, difeso dall’avvocato Roberto Fava. 

Presunta vittima la ex moglie, una connazionale di 43 anni, che lo ha denunciato ai carabinieri nell’autunno del 2022, per fatti avvenuti tra il mese di settembre del 2021 e il 5 ottobre del 2022, quando l’avrebbe aggredita per farsi consegnare i documenti.

L’imputato, secondo l’accusa, avrebbe posto in essere condotte reiterate, per futili motivi, maltrattando la ex moglie alla presenza dei due figli minori della coppia, assumendo nei suoi confronti atteggiamenti minacciosi, violenti, ingiuriosi ed umilianti. Anche in stato di alterazione alcolica, con frasi ingiuriose la ex moglie.

Il processo si è chiuso martedì davanti al collegio presieduto dal giudice Savina Poli, cui il pm Massimiliano Siddi ha chiesto una condanna a due anni di reclusione. La difesa, ricordando come la ex abbia nel frattempo rimesso la querela, ha sottolineato la lieve entità delle condotte, “limitate a piccole ingiurie verbali, reato peraltro depenalizzato”.

I giudici hanno assolto l’imputato.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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19 luglio, 2026

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