Tarquinia – È stato condannato dal tribunale di Civitavecchia a 3 anni e 4 mesi di reclusione con l’abbreviato il 51enne sorpreso verso le 11,15 di mattina dello scorso 10 febbraio dal proprietario 67enne e dal figlio 39enne mentre rubava oro e gioielli in un’abitazione di Tarquinia. In casa era entrato con le chiavi che aveva rubato poco prima dall’auto del padre al parcheggio dell’ospedale di Viterbo.
Tarquinia – Polizia
Nell’appartamento il ladro era entrato con le chiavi che aveva rubato il giorno stesso assieme al libretto di circolazione dalla macchina che il 67enne aveva lasciato posteggiata nel parcheggio dell’ospedale Santa Rosa, dove si era recato per una visita.
Il padre, ricevuto sul proprio cellulare l’allarme dell’appartamento di sua proprietà, ha subito avvisato il figlio, con il quale è corso a casa a controllare. Il rapinatore, vistosi scoperto, avrebbe tentato di darsi alla fuga, prendendo il figlio per il collo, e spingendo il poveretto con violenza fuori dall’appartamento, provocandogli una rovinosa caduta dalle scale condominiali, facendogli prendere in pieno, durante la discesa a tutta velocità, una vicina di 36 anni, che è stata travolta cadendo a sua volta rovinosamente a terra.
Il 39enne, finito in ospedale, ha riportato lesioni giudicate guaribili in 20 giorni, in seguito a un trauma della cervicale per tentato strangolamento, trauma della mano destra e del ginocchio sinistro. Stessa prognosi per la 36enne che ha riportato invece un trauma cranico e lesioni alla spalla sinistra.
Arrestato il giorno stesso dagli agenti del commissariato di Tarquinia, il 51enne ha poi ottenuto i domiciliari dopo la convalida del fermo.Imputato per il furto delle chiavi aggravato dalla destrezza nonché per la rapina e per lesioni aggravate, è comparso lunedì davanti al gip del tribunale di Civitavecchia, che ha accolto la richiesta di rito alternativo del difensore Luigi Mancini al posto del processo col giudizio immediato che era stato fissato davanti al collegio.
Il 51enne, noto alle cronache, è l’Arsenio Lupin dei matrimoni che domenica 5 settembre 2021 si è spacciato per uno degli invitati al banchetto di nozze di una coppia di neosposi viterbesi, a Soriano nel Cimino svaligiando le auto degli invitati veri parcheggiate di fronte al ristorante.
Scattato l’allarme, finì in manette in giacca e cravatta. Al ristorante era giunto a bordo di una smagliante Mercedes berlina, cui era attaccata una coccarda da cerimonia e sul cui pianale posteriore faceva mostra di sé un bel bouquet floreale. Il successivo 18 novembre fu condannato a quattro mesi di reclusione senza sospensione della pena, per via di un precedente risalente a dieci anni prima.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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